De Stavola, aggiungi un posto a Tav

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C’è un ginepraio di relazioni sottaciute, incarichi, intrecci societari, politica, sottobosco della politica e grandi boiardi regionali che incornicia l’intera partita sulla cosiddetta Tav veneta. Una partita che vede proprio a Vicenza il punto di snodo di una vicenda sulla quale ancora oggi si addensano nubi fitte. Dalle quali al momento esce un quesito multiplo. L’alta velocità, o meglio l’alta capacità, rimarrà solo sulla carta? Sarà un progetto che si avvera? O semplicemente il passaggio, presunto o vero che sia, sarà l’occasione per ridisegnare l’assetto urbanistico, magari con speculazione annessa, di alcune zone comprese tra Verona e Padova? O a fare gola è proprio la torta della progettazione?

Tutto ruota attorno a Gianmaria De Stavola, l’ingegnere incaricato dal consorzio Iricav 2 di redigere il piano delle opere complementari alla Tav Verona Padova. Progettista nel ramo delle grandi opere, molto conosciuto nel Veneto, De Stavola, padovano ma di natali vicentini come il sindaco del capoluogo berico Achille Variati, viene dalla Margherita ed è poi confluito nel Partito Democratico. Esponente di spicco del Pd di Pianiga nel Veneziano sostiene con forza il maxi insediamento di Veneto city a Dolo del quale è stato chiamato a disegnarne il piano del traffico, provocando le ire di due esponenti di spicco dei comitati ambientalisti locali, Mattia Donadel e Adone Doni che assieme al consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Fds) nel 2009 accusarono duramente De Stavola di un possibile conflitto di interessi visto il suo attivismo a favore dell’insediamento.

Ma il peso specifico di De Stavola si dispiega andando a guardare dentro le società di engineering con le quali collabora. Tanto per rimanere all’alta velocità, lo studio per le opere complementari firmato dall’ingegnere patavino è commissionato alla veneziana EFarm. Una srl della quale proprio De Stavola possiede il 15% e che vede come socio di maggioranza col 55% un altro colosso della progettazione veneta, la Proteco engineering srl a sua volta posseduta col 50% delle quote ciascheduno da Valter Granzotto e Roberto Rossetto. Giuseppe Pietrobelli, storico inviato del Gazzettino, in un servizio pubblicato il 10 giugno 2014 sul portale on-line del quotidiano descrive la Proteco come «molto vicina all’ex consigliere regionale Piero Marchese, del Pd». Quest’ultimo, per inciso, è uno dei personaggi eccellenti finiti ai domiciliari per lo scandalo Mose. E della influenza di Marchese nell’ambito del patrimonio delle fondazioni vicine al Pd la stampa nazionale ha parlato a più riprese.

E proseguendo sempre nel solco della Proteco è sufficiente consultare il portfolio clienti della società di ingegneria per capire di come questa si trovi al centro di una rete di interessi nel mondo delle grandi opere venete. Solo per la Pedemontana Veneta la Proteco vanta quattro incarichi: un piano di inserimento paesaggistico, un piano di monitoraggio ambientale, un piano di marketing territoriale e uno studio di impatto ambientale. E ancora si fanno notare lo studio di impatto ambientale nonché il progetto preliminare per il Passante di Mestre (opera costata quasi l’80% di quanto previsto inizialmente secondo la Corte dei conti). E ancora il piano di assetto territoriale a Treviso, quello di Cortina e di Asolo. E poi Valsugana bis, Gra Padova, Tangenziali Venete e altro ancora. Ma c’è di più. Clienti della società sono anche Maltauro, Mantovani ed Adria Infrastrutture. La prima è finita nello scandalo Expo, la seconda e la terza son finite in quello del Mose. Ma tutte e tre sono solidamente incistate nel sistema dei project financing partorito durante l’era Galan-Chisso.

De Stavola è conosciuto per essere uno degli uomini chiave di un’altra società di ingegneria fra le più conosciute in regione, la Idroesse (che è in concordato preventivo), di cui è stato amministratore delegato e direttore tecnico nonché semplice membro del cda. Quest’ultima nel 2011 viene incaricata proprio dal Comune di Vicenza, in una con la Regione Veneto, la Camera di Commercio berica, la Confindustria berica ed altri soggetti, di redigere un piano preliminare per valutare la fattibilità di una nuova stazione dell’alta velocità a Vicenza. Capofila della commessa ad Idroesse (in cui hanno militato personaggi tra i più noti nel mondo delle infrastrutture regionali a partire da Carlo Lepore, ex ad nonché magnus dominus di Brescia Padova e fiero sostenitore del prolungamento verso il Rodigino della Valdastico Sud per un progetto che vede la stessa società autostradale come promotore principale) è la Camera di Commercio e l’incarico è affidato nuovamente, tra gli altri, a De Stavola.

Sullo sfondo rimane quindi la Idroesse, che fa parte di un’altra galassia delle realtà ben nota in regione: la Poolinvest, una società riferibile all’ex eurodeputato del Pdl, oggi in quota Ncd, Antonio Cancian, uomo in ottimi rapporti con il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi, sempre di Ncd. Lupi, da mesi caldeggia tutta una serie di grandi opere del quadrante Veneto compresa la Valdastico sud, fra i progettisti della quale risulta la sempre presente Idroesse. Progetti rispetto ai quali pure il sindaco di Vicenza Variati si è spesso detto entusiasticamente a favore.

Ed è proprio sul capo del primo cittadino berico che finiscono così alcuni nodi da sciogliere. De Stavola ha finanziato la campagna elettorale di Variati la quale lo ha portato alla rielezione dopo la vittoria del 2008. Ai rilievi di Vvox su un eventuale conflitto di interessi uno stizzito Variati ha replicato in modo evasivo spiegando in una nota che «… nessun incarico è stato… assegnato dal Comune di Vicenza all’ingegner De Stavola».

Le carte però contraddicono il capo dell’esecutivo della città del Palladio. A dire che tra i cofinanziatori del piano 2011-2012 è stato il Comune di Vicenza è proprio il sito del Comune di Vicenza, in un dispaccio dell’agosto 2011 (l’amministrazione a quanto è dato sapere non ha mai fatto retromarcia in tal senso). Ma la cosa più eclatante è che al di là della partita ferroviaria, De Stavola una commessa importante, dall’amministrazione comunale berica, l’ha avuta e come. Si tratta del lavoro di progettazione di alcuni lavori stradali in via Cairoli: prezzo 45mila euro più spiccioli. Data: 6 marzo 2014. Dopo le elezioni del maggio 2013, dunque.

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