Affaire Incalza, arrestato direttore lavori Spv

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«Perotti oltre ad essersi fatto dare attraverso Incalza la Pedemontana Veneta… ha vinto anche la direzione dei lavori del palazzo a San Donato dell’Eni». È questo uno dei passaggi chiave delle intercettazioni nell’ambito dell’affaire Incalza dopo la tempesta seguita agli arresti eccellenti nell’ambito della inchiesta sulle grandi opere nazionali. I media, veneti in primis, hanno riferito dei risvolti dell’inchiesta rispetto alla Orte Mestre, un’opera da 10 miliardi. Ma nulla o quasi nulla però, almeno sul piano mediatico, era trapelato in relazione all’arresto di Stefano Perotti, progettista piglia tutto nonché potentissimo direttore dei lavori proprio della Spv, la più grande opera pubblica veneta dopo il Mose.

La novità ha suscitato, oltre alle inevitabili riflessioni sulla sindrome di Cassandra (“l’avevamo detto mille volte”), la ilarità degli attivisti del Covepa, il coordinamento che si batte contro la Pedemontana Veneta: «Se continuano di questo passo il commissario alla Spv Vernizzi rimarrà da solo a fare tutto: soldato, sergente, geniere, guastatore e generale, come l’ultimo dei giapponesi dopo la II guerra». La partita però è più complessa perché pare che le toghe toscane, in collaborazione con quelle venete, stiano passando al setaccio la posizione di alcune personalità nell’orbita dell’amministrazione regionale del Veneto nonché la posizione di alcune società vicine alla Compagnia delle Opere.

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