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Continua a suscitare polemica la decisione del Comune di Arcole sulla convezione per i finanziamenti pubblici alle scuole d’infanzia e agli asili nido privati o parificati, che erogherà i 700 euro a bambino solo a quegli istituti che non si occuperanno del gender (Genere).  «Queste dichiarazioni, più che un modo di tutelare i genitori e di “non fare discriminazioni di alcun tipo” come proclama la sindaco uscente Negri, sa molto di ricatto, visto che proprio di soldi si tratta», dichiara Laura Pesce, vicepresidente Arcigay Verona e responsabile del Gruppo Scuola del comitato provinciale – «Sarebbe opportuno sì un chiarimento, tanto sul concetto di non discriminazione, che su queste fantomatiche ideologie del gender».

«La riforma scolastica – continua la Pesce – davvero non ha nulla a che fare con “l’insegnamento” di una teoria che non esiste e pertanto non è presente in nessun testo o programma scolastico. Esistono invece molti progetti che rispondono alle raccomandazioni europee in materia di contrasto alle discriminazioni e al bullismo a sfondo omofobo nelle scuole, progetti che spesso purtroppo non si riescono a svolgere per mancanza di tempi e spazi nell’anno scolastico. In Italia, soprattutto a causa di una cultura e un linguaggio fortemente sessisti e di una educazione formale piena di stereotipi di genere, l’omofobia a scuola è un fenomeno preoccupante; recenti ricerche hanno restituito dati allarmanti, di esperienze scolastiche difficili, di isolamento sociale, cyberbullismo e abbandono degli studi. Di questo – conclude – dovrebbero preoccuparsi i genitori e gli educatori che insieme hanno la responsabilità‎ di dare ai bambini e alle bambine fin dalla più tenera età gli strumenti per diventare adulti liberi da rigidi schemi legati a generi e ruoli, schemi che sono ben lontani dal concetto di parità di genere e rispetto della donna».