sgarbi

«Bitonci non è stato ideologico né cancellando la Fiera e né chiedendo che alcuni ospiti fossero esclusi, anzi, ha combattuto una dittatura ideologica della sinistra che lo ha preceduto. Non è ammissibile che un’amministrazione sostenga questo tipo di totalitarismo, perché di questo si tratta. Io odio il pensiero unico». Così sul Mattino il nuovo consulente per gli eventi culturali di Padova, Vittorio Sgarbi, difende il sindaco dopo la sua decisione di cancellare la Fiera delle Parole.

Al posto dell’evento organizzato da Bruna Coscia, Sgarbi terrà un Festival alternativo con la benedizione di Bitonci. «Si chiamerà diversamente e sarà quasi interamente incentrata sulla visione della cultura islamica da parte dei musulmani che vivono in Occidente. Insomma, tutta un’altra cosa (…) L’idea che ho io è quella di invitare per ogni incontro-dibattito ospiti che siano in antinomia tra loro, e quindi perché non immaginare sullo stesso palco Camillo Langone e Corrado Augias? – dice il critico d’arte – O un qualsiasi autore o cantante di sinistra insieme ad uno di destra? Il sindaco già sa che non realizzerò mai una manifestazione che sia di destra o di sinistra. Io sono amico di moltissimi autori e artisti cosiddetti “di sinistra”, perché non dovrei invitarli? Tra l’altro, Bitonci non mi ha chiesto affatto di realizzare un festival politico. Ora che mi viene in mente, potrei organizzare anche un bel dibattito su Pasolini. In quel caso si che potremmo far parlare, e molto, sia la destra che la sinistra».