Moretti non attacca Zaia, Zanoni (Pd): «cittadini giudicheranno»

Il consigliere regionale infilza Zaia sull’impasse della Pedemontana. E commenta gelido l’isolamento del capogruppo dal resto del partito

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Quattro consiglieri regionali del Pd che si schierano di fatto contro il salvataggio pubblico della Spv e attaccano ad alzo zero la giunta del leghista Luca Zaia, il quale, un paio di giorni fa, per contro aveva incassato il sostegno al “finanziamento” di Cassa Depositi e Prestiti dal capogruppo del Pd a Palazzo Ferro Fini, Alessandra Moretti. È in questa cornice che si sta scatenando la burrasca abbattutasi sulla principale opera veneta in costruzione (2,6 miliardi al netto degli oneri accessori), i cui proponenti privati si sono trovati a corto del carburante finanziario per portarla a compimento. Una burrasca che rischia di trasformarsi in una bufera senza precedenti. «Adesso la giunta non può esimersi dal fornirci delle spiegazioni per una situazione divenuta gravissima» fa sapere a Vvox Andrea Zanoni, consigliere democratico trevigiano in forza alla Commissione Ambiente, che da anni denuncia le storture di un progetto che non lo ha mai convinto.

«Noi – attacca Zanoni – chiediamo a Zaia di riferire esattamente come stanno le cose. E al contempo chiediamo di convocare con urgenza il commissario governativo alla Spv Silvano Vernizzi, che deve chiarire quale sia lo stato delle cose. Vernizzi peraltro – aggiunge Zanoni – deve dirci una volta per tutte quali e quante siano le difficoltà della Sis ovvero il privato, che si è assunto gli onori e gli oneri di completare una superstrada sulla quale permangono tanti dubbi sul piano ambientale e che il privato avrebbe dovuto realizzare con fondi propri a fronte di una remunerazione dell’investimento che sarebbe giunta poi per mezzo dei pedaggi».

Il consigliere, esponente dell’ala ambientalista del Pd,  ricorda la sua esperienza di europarlamentare: «Le opacità sul progetto che io denunciai da Strasburgo oggi si sono materializzate. Zaia ora deve assumersi le responsabilità di questo gravissimo stallo. E il fatto che Regione e Commissario governativo abbiano fatto di tutto per tenere nascosta la convenzione con la Sis, della quale da eurodeputato sono riuscito a entrare in possesso in modo rocambolesco, dimostra la cattiva coscienza del governatore. Zaia non può scaricare sull’era Galan queste colpe perché la delibera di giunta con cui nel 2013 si rivide in modo ancor più sbilanciato per il costruttore la convenzione pubblico-privato, porta la sua firma».

Parole cui segue un ragionamento di natura giuridica: «Chiederemo chiarimenti precisi per sapere se una eventuale garanzia da parte di Cassa Depositi e Prestiti alla emissione di un prestito da 1,6 miliardi da Jp Morgan a beneficio di Sis, possa configurarsi come violazione della norma europea in temi di aiuti di Stato e se un eventuale intervento di Cdp così come preconizzato da Zaia sia difforme da quanto indicato dallo statuto dello stesso istituto che è controllato interamente dal Tesoro». Il j’accuse di Zanoni in questo senso altro non è che la prosecuzione logica della nota congiunta firmata poco fa dai compagni di banco e di gruppo Francesca Zottis, Stefano Fracasso e Orietta Salemi. Un dispaccio che menziona senza indugi gli strali della magistratura erariale proprio nei confronti della Spv: «Bisogna che sia fatta chiarezza anche sui flussi di traffico previsti, sui tempi di pagamento dei tremila espropriati, sulla reale assunzione del rischio d’impresa da parte dei costruttori-gestori privati, sui pedaggi che dovranno pagare i cittadini: tutte questioni che la Regione e il Commissario straordinario avrebbero dovuto chiarire alla Corte dei Conti entro il mese di giugno».

Si tratta di una nota al curaro che politicamente va letta in filigrana. Anzitutto manca la firma del capogruppo Alessandra Moretti, che sulla grande arteria in costruzione tra Spresiano nella Marca e Montecchio Maggiore nel Vicentino ha assunto una posizione di endorsement senza se e senza ma. Che non solo diametralmente opposta a quella assunta dal resto del gruppo, ma anche di totale adesione alle raccomandazioni di Zaia e dell’assessore alle infrastrutture, la leghista Elisa De Berti. In seconda battuta va registrato che Laura Puppato, deputato della provincia di Treviso, già da alcuni giorni sulla vicenda ha mosso a Zaia le stesse critiche esternate da Fracasso & company (il quale oltre ad essere stato eletto nel comprensorio di Arzignano-Montecchio è pure vicecapogruppo). E per ultimo ma non da ultimo, nella nota compare la firma della Salemi, che è notoriamente l’ufficiale di collegamento tra la politica regionale della galassia Pd e il premier democratico Matteo Renzi in persona. Il che getta un pesante dubbio sulla reale volontà attribuita dai media veneti al ministro ai trasporti Graziano Del Rio, circa una sua reale volontà di spendersi affinché la Cassa (nel cui cda siede anche il sindaco di Vicenza, il piddino Achille Variati, in qualità di presidente dell’Unione Province Italiane) intervenga come garante del prestito che Jp Morgan dovrebbe emettere a beneficio di Sis.

Come mai la Moretti si è spinta su un territorio così distante da quello del resto della truppa Pd? «Questo dovete chiederlo a lei» risponde con una vena di sarcasmo Zanoni. Il quale, a domande se comportandosi così la Moretti non si sia isolata nel partito, replica in modo gelido: «Basta leggere quanti e quali nomi compaiano sulla nota diramata poco fa. Sarà l’opinione pubblica a trarre le conseguenze del caso». Ma le preoccupazioni del consigliere si estendono anche alla vicenda Pfas. In sede di Commissione Ecomafie infatti «è emerso che anche la attuale produzione della Miteni non sarebbe esente da rischi. È una circostanza che ci preoccupa e per la quale chiederemo lumi» conclude Zanoni.

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