Treviso, schiaffo di Manildo a Unindustria. Che affila le armi

L’Ance non vede di buon occhio la nuova disciplina urbanistica del sindaco Pd: «mette in difficoltà il mercato»

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Senza le opportune correzioni la variante normativa al piano regolatore di Treviso, il Pat, rischia non solo di dare all’amministrazione uno strumento di disciplina del territorio troppo discrezionale ed ambiguo, ma espone Ca’ Sugana ad un enorme rischio «sul piano del contenzioso». Lo dice senza mezzi termini  Zelio Pirani, direttore di Ance Treviso, la sezione costruttori di Unindustria. Un convincimento preciso, reso pubblico a pochi giorni dal consiglio comunale del capoluogo che venerdì affronterà l’argomento.

IL PREAMBOLO
La giunta di centrosinistra guidata dal democratico Giovanni Manildo è andata in fibrillazione stamani quando dai media locali è trapelato che Unindustria non l’ha presa bene. Quest’ultima  inizialmente aveva palesato in modo assai soft i suoi dubbi sulle modifiche al Pat, che introduce alcuni criteri speciali per dare il via ad eventuali lottizzazioni, criteri che si concentrano in primis sulla manifestazione di interesse da parte di un eventuale committente. Per legge la nuova disciplina deve passare il vaglio delle osservazioni, ovvero la possibilità per cittadini e associazioni di proporre modifiche in ragione di eventuali anomalie rilevate. Incongruità che per Ance e per alcuni ordini dei progettisti ci sono eccome. Tanto che sono state formalizzate in nove osservazioni. Queste ultime però sono state seccamente respinte dagli uffici tecnici del Comune e quell’orientamento, a meno di clamorosi dietro front a palazzo della Ragione, sarà confermato dal voto del consiglio comunale.

J’ACCUSE DI UNINDUSTRIA
I costruttori di Assindustria non ci stanno. E non accettano la bocciatura (Vvox.it può mostrarne in anteprima il testo) patita dalle osservazioni vergate dal direttore di Unindustria in persona in persona, Giuseppe Milan, un esperto in materia tecnico giuridica. E così a rincarare la dose è il suo alter ego in Ance, ovvero Zelio Pirani, il quale parla «di scelta deficitaria sul piano giuridico. Ma come si può pensare – argomenta quest’ultimo ai taccuini di Vvox – nel caso di nuove costruzioni che il proponente dimostri di avere clienti pronti all’acquisto già di un 20 o un 30% di ciò che sarà costruito. Si tratta di una disciplina che mette in difficoltà gli operatori e che dà all’amministrazione un anomalo potere discrezionale». Anche perché, sostiene Unindustria, sarà molto difficile per gli uffici distinguere le manifestazioni di interesse serie da quelle proposte da soggetti senza scrupoli. Pirani poi entra ancor più nel merito della questione spiegando che di fatto «l’unico strumento previsto dal codice civile per la manifestazione di interesse è il contratto», preliminare o definitivo che sia.

POSSIBILI DISCRIMINAZIONI
«Ma con la crisi di questi anni – si chiede ancora il direttore – come si può pensare che un’operatore si impegni in questo senso?». Per di più la nuova norma comunale, tanto che questo è uno dei punti più dolenti, nemmeno entra nel merito della definizione della manifestazione di interesse, preparando il terreno per «eventuali condotte discriminatorie ed esponendo sicuramente l’amministrazione medesima in primis sul piano del contenzioso giudiziario». C’è poi un altro punto caldo. La linea per la bocciatura delle osservazioni in qualche modo sarebbe giunta da un consulente esterno, di alto profilo peraltro, che sta seguendo gli uffici da mesi. Una fattispecie strana giacché la capacità di valutare l’ambito urbanistico in termini tecnico-giuridici è il cuore dell’attività di ogni Comune. «Vedremo se queste indiscrezioni si materializzeranno – spiega il direttore – intanto noi attendiamo le carte».

LA PARTITA IN AULA
Non a caso il match si sposta in aula. I provvedimenti adottati dalla struttura tecnica municipale sono soggetti a emendamenti, potrebbero essere quindi cambiati in zona cesarini. «Noi vedremo di fare il possibile per mandare un nostro osservatore tra il pubblico – conclude Pirani – certo è che una volta che la delibera sarà definitiva ed ufficiale così come uscita dai Trecento noi la passeremo attentissimamente al vaglio, assumendo le decisioni del caso». Un modo elegante di dire che qualora Unindustria ravvedesse opacità o anomalie è pronta a schierare i suoi avvocati per un ricorso al Tar. Manildo è avvisato.

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