Vicenza, ecco chi è il candidato sindaco ideale

Al momento è in pista solo Dalla Rosa. Ma intanto si può pensare alle caratteristiche del futuro successore di Variati

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La prossima tornata amministrativa chiuderà nel 2018 per i capoluoghi veneti. Tutti i partiti sono già in fibrillazione, non per le elezioni – è ancora troppo presto – ma per il candidato sindaco da mettere alla testa delle loro sparute o numerose truppe. La cosa sicura è che a Vicenza l’attuale sindaco, Achille Variati (Pd), non ci sarà più. E questo è un problema anche per il Pd che non sembra avere ancora il candidato giusto. Ci sono, è vero, giovani leve che avrebbero, forse, le qualità, ma che non hanno al momento l’esperienza che un primo cittadino della nostra epoca deve avere. Gli altri partiti arrancano con qualche protagonista che cerca di emergere, ma che non ha particolari carismi. Si è da poco affacciata con decisione una nuova lista civica che presenta una buona organizzazione, alcuni personaggi di contorno interessanti e un candidato sindaco di buone capacità, Otello Dalla Rosa. La cosa che molti appassionati di politica si chiedono è cosa lo spinga, lui piuttosto giovane e con una buona posizione nel privato, a lanciarsi in una avventura così totalizzante da fargli interrompere la sua occupazione attuale. Lo spirito civico non credo sia sufficiente e mi auguro di poter avere, prima o dopo, una risposta convincente.

Io, un candidato reale ce l’avrei, il fatto è che lui non ci sente. Dico subito che la mia scelta è dovuta alla buona conoscenza che ho della persona e dei suoi comportamenti. Non è certo la simpatia o l’amicizia, che pur esistono, a suggerirmelo, ma la convinzione che il nostro sarebbe un bene per la città. Ho avuto occasione di parlargliene e lui mi ha guardato come fossi matto perché è conscio di come e quanto la sua vita dovrebbe cambiare. Queste sono le sue caratteristiche principali: grande capacità di ascolto, abitudine naturale ad approfondire ogni problema, serenità interna che si riverbera anche all’esterno, conoscenza della macchina amministrativa, essere fuori da ogni camarilla arrivista, incorruttibilità e disinteresse per gli onori, capacità di scegliere una squadra senza nepotismi o amicizie. E superfluo aggiungere che ci sono anche le doti intellettuali. Per carità, tutto a questo mondo può cambiare e quindi il presunto sindaco, una volta eletto, potrebbe perdere la trebisonda, ma lo ritengo assai improbabile. Peccato, per la città. Si tratta solo di un pensierino di Natale che mi regalo quando mi piacerebbe le cose andassero come dovrebbero.

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