«Pfas, non c’è solo Miteni. E il cromo esavalente?»

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«Si monitora solo la Miteni o vengono monitorate anche le altre realtà inquinanti? Vengono controllati anche altri inquinanti come il cromo esavalente?». A domandarlo, con un’interrogazione a risposta scritta presentata oggi alla Giunta Regionale, sono i consiglieri tosiani Giovanna Negro, Stefano Casali, Andrea Bassi e Maurizio Conte. «Da mesi la problematica dell’inquinamento derivante dai Pfas è all’attenzione della pubblica amministrazione – scrivono i tosiani – e preoccupa i veneti, dal momento che ad oggi ancora non ci sono precise indicazioni sulle conseguenze per la salute derivanti da questa forma di inquinamento. Documenti pubblicati da Arpav, ma anche da soggetti terzi, indicano che non c’è solo la Miteni spa con lo scarico del collettore Arca al depuratore di Trissino ad aver negli anni scaricato Pfas, ma “contributi minori” vengono dagli scarichi dei depuratori di Arzignano, Montebello Vicentino e Lonigo, più in generale del Bacino del Brenta».

«Da analisi fatte su vari siti del territorio nazionale, risulterebbe che, dove ci sono le produzioni Pfas, sia presente il cromo esavalente, d’uso anche nelle industrie galvaniche, chimiche e conciario-tessili: il cromo VI è un composto tossico e pericoloso per la salute umana – aggiungono i tosiani – e per questo motivo chiediamo alla Giunta Regionale di conoscere se le verifiche e i monitoraggi vengano fatti solo sulla Miteni spa o anche sulle realtà e nei territori dove ci sia una seppur minima presenza di Pfas e per conoscere se la Regione contestualmente agli scarichi Pfas verifichi e monitori la presenza di altri inquinanti come il cromo esavalente».

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