Vicenza Jazz 2017, “To be or not to play”

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È stata presentata oggi a Vicenza la ventiduesima edizione di New Conversations Vicenza Jazz 2017. Un viaggio lungo la grande strada maestra della musica improvvisata, in scena dal 12 al 21 maggio. Con il titolo “To Be or Not To Play”, che strizza l’occhio all’autobiografia di Dizzy Gillespie e all’eredità storica del bop, Vicenza Jazz 2017 saprà raccontarla attraverso i suoi grandi protagonisti odierni, ispirandosi a una sorta di veracità estetico-filosofica. Destinato a crescere sino alle dimensioni di un kolossal musicale – nel 2016 il festival sfiorò i 150 spettacoli -, il programma affidato alla cura di Riccardo Brazzale evidenzia il suo sguardo su ampi orizzonti musicali: dal glamour divistico delle voci di Dee Dee Bridgewater e Gino Paoli (in duo con Danilo Rea) alla nuova vocalità “multimediale” di Jacob Collier; dai più apprezzati esponenti di un jazz avanzato ma ancora dentro regole classiche (Uri Caine, Dave Douglas), alle più infervorate incarnazioni moderne della matrice post-boppistica (Chris Potter, il Black Art Jazz Collective); dalla sempre stimolante sorgente del jazz latino (Gonzalo Rubalcaba) a incontri al vertice con il made in Italy (Enrico Rava assieme a Geri Allen, Stefano Benni con Umberto Petrin). Ai concerti principali nei teatri cittadini si aggiungeranno poi numerose altre situazioni per la musica dal vivo, oltre a proiezioni cinematografiche, presentazioni editoriali, seminari e masterclass, mostre e convegni.

Il Teatro Olimpico sarà un luogo privilegiato per i concerti di punta. Il monumento palladiano ospiterà infatti ben cinque degli appuntamenti di prima serata con i big del cartellone, a partire dall’inaugurazione del festival, venerdì 12 maggio, con il pianista Uri Caine e il trombettista Dave Douglas. Il primo sabato del festival, il 13 maggio, sarà come da tradizione dedicato al concerto gratuito in Piazza dei Signori, con un protagonista musicale ancora top secret. Il Ridotto del Teatro Comunale aprirà le sue porte a Vicenza Jazz domenica 14, per il concerto del Black Art Jazz Collective: una all star con in prima linea solisti di spicco come Wayne Escoffery al sax, Jeremy Pelt alla tromba e James Burton III al trombone, mentre la spinta cinetica verrà da Xavier Davis, Vincente Archer e dalla batteria di Johnathan Blake, tutti artisti accomunati anche da un ideale di orgogliosa rinascita culturale africano-americana. Il festival rimarrà al Ridotto del Comunale anche lunedì 15, con il set di Chris Potter, protagonista della serata col suo quartetto. Ritorno all’Olimpico martedì 16, per una serata che rimarrà nella storia del jazz. Il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba si esibirà in un recital che verrà ripreso per confluire nel suo primo dvd in solo. È stato lo stesso Rubalcaba a esprimere il desiderio di realizzare questa sua produzione audiovisiva circondato dalla scenografia dell’Olimpico, dove si era già esibito in occasione dell’edizione 2010.

Al Teatro Comunale, mercoledì 17, si esibirà la diva jazz Dee Dee Bridgewater, con un progetto dedicato a Memphis, che la vedrà alle prese con i fondamentali della black music intrisa di blues e R&B. Giovedì 18 all’Olimpico sarà una serata di duetti d’autore. Prima con l’inedito abbinamento della tromba di Enrico Rava con il pianoforte di Geri Allen e a seguire con la “strana coppia” formata dallo scrittore Stefano Benni e il pianista Umberto Petrin. L’esaltante one man band del giovanissimo Jacob Collier sarà al centro dell’attenzione venerdì 19 al Ridotto del Comunale. La chiusura di Vicenza Jazz 2017 sarà affidata a una delle coppie più melodiche del jazz italiano: Danilo Rea e Gino Paoli, che si esibiranno sabato 20 e poi replicheranno il loro concerto domenica 21 (ma alle ore 19), sempre all’Olimpico. Concerti di particolare rilievo si terranno al di fuori dei teatri principali: dal solo del chitarrista Marc Ribot, guru della scena avanguardistica downtown di New York (14 maggio, nel salone della Basilica Palladiana), al quintetto del trombettista Luca Aquino (il 19 a Palazzo Chiericati), sino all’ormai tradizionale concerto del venerdì a mezzanotte che quest’anno torna al Cimitero Maggiore, con un evento affascinante: le “pietre sonore” di Pinuccio Sciola torneranno a suonare grazie al tocco di Pietro Pirelli, con Enrico Intra al pianoforte e Gavino Murgia (sax, vari fiati e voce). Per maggiori informazioni, clicca qui.

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