«BpVi, Vescovo Vicenza non si fa condizionare»

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«Mi pare che il vescovo Beniamino Pizziol non sia uomo da farsi condizionare dai poteri forti di turno». È la replica, riportata da Gianni Favero a pagina 17 del Corriere del Veneto, del portavoce della diocesi di Vicenza, Alessio Graziani, al coordinatore dell’Associazione Nazionale Azionisti BpVi Renato Bertelle, rispetto alla scelta della curia di accettare l’Offerta di transazione della popolare berica. «Azioni – sostiene Bertelle su Facebook – regalate nel 1998 dalla banca, che usò un fondo di beneficenza dell’ex presidente Gianni Zonin. Sicuramente la diocesi – conclude l’avvocato – nel suo discernere sull’aderire all’Opt, anche di questo ha tenuto conto».

Don Graziani puntualizza che «molte altre azioni sono precedenti all’epoca Zonin e mi pare che quello che il vescovo ha dichiarato sia abbastanza duro nei confronti della passata gestione». D’altra parte, aggiunge, «qualsiasi nostra scelta sarebbe stata esposta a critiche. Dopo consultazioni, il vescovo ha stabilito che l’adesione sia il male minore. Cavalcare la rabbia non è costruttivo». Tutto questo premettendo che «la crisi prima che economica, è di fiducia; e la patisce anche la diocesi. Non possiamo negare che Bpvi abbia in passato sostenuto molte nostre attività, nessuno si aspettava quanto accaduto. Anche noi avevamo fiducia nella banca. È questo il valore più importante da recuperare».

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  • Ilario Fantuzzi

    La decisione della Diocesi è stata strumentalizzata pro adesione.
    Don Torta sta facendo un lavoro enorme nel silenzio di tutti.