sindaco bagnoli

I sindaci di Bagnoli di Sopra, Agna e Cona hanno guidato ieri una manifestazione di protesta a Bagnoli di Sopra all’indomani dell’aggressione sessuale di una donna presso il campo di accoglienza profughi di San Siro. Come scrive  Nicola Cesaro sul Mattino a pagina 8, al corteo hanno partecipato circa trecento persone per chiedere con forza la chiusura degli hub d’accoglienza.  «Siamo diventati un esempio negativo a livello mondiale – il sindaco di Bagnoli, Roberto Milan -. Episodi come quello di venerdì ci rendono tristemente noti ben al di fuori dei confini regionali. Non meritiamo di essere conosciuti per questi misfatti e per questi campi di concentramento. A chi doveva gestire la situazione dico chiaramente: siete degli incompetenti. Ora è il momento della svolta, e la svolta per noi è chiudere gli hub».

«Siamo conosciuti come il “distretto del profugo”– rincara Gianluca Piva, sindaco di Agna – . I nostri uffici sono diventati uffici psicologici che raccolgono tensioni e frustrazioni della gente 24 ore su 24. Vogliamo difendere il diritto ad avere una vita normale: siamo determinati e lucidi e, nel rispetto delle regole ma anche no, siamo ormai pronti a tutto. Anche a consegnare le nostre fasce. Le barricate, faremo anche quelle se serviranno. Dopo due anni di resistenza è l’ora del contrattacco». «chiediamo ad ogni singola famiglia di questo territorio di appendere fuori da casa uno striscione che denunci le scelte sbagliate dello Stato, che chieda la chiusura degli hub, che tuteli la dignità dei cittadini e degli stessi migranti», chiosa il sindaco di Cona Alberto Panfilio.