La pistola di Tosi, dibattito sull’uso delle armi

Il vicepresidente della Defense Tecnology Group a Noto: «a casa propria si può tenerla come si vuole». La replica: «stiamo parlando di un sindaco, non di un privato cittadino»

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Caro Direttore,
con tutta la stima che ho per te e la testata che dirigi questa volta devo criticarti, nella duplice veste di collega (ho fatto giornalismo anch’io, per questo mi permetto il tu) e di operatore del settore armiero. Mi riferisco all’articolo su Flavio Tosi a firma di Sergio Noto.

Ora si può tranquillamente e legittimamente attaccare il sindaco di Verona, non mi interessa minimamente, e argomenti su cui farlo ce ne sono sicuramente molti, ma proprio per questo non ha senso farlo facendo sfoggio di oplofobia a prescindere, come nella tradizione di certa stampa mainstream, proprio quella che tu hai sempre orgogliosamente ed efficacemente fatto a pezzettini.

Devo, come premessa, scusarmi con gli appassionati se non userò appropriato linguaggio tecnico, ma ritengo che in questa sede sia più opportuna una volgarizzazione, pur con tutti i limiti che comporta, così poter raggiungere chi non è addentro al mondo dei tiratori sportivi e che viene costantemente disinformato dai media.

Proprio non riesco a vedere dove sia il cattivo esempio nel fatto che il Tosi dichiari di essere armato e di tenere la pistola sul cassetto del letto, non è che domani accuseranno te di cattivo esempio perché dichiari senza vergogna il tuo amore per Bukowski? Soprattutto, però, nel comportamento di Tosi non vi è nulla di illegale: un cittadino titolare di porto d’armi, sia questo sportivo o difesa, in casa sua può, se gli aggrada, non solo tenerla sul comodino, ma anche tenerla carica in fondina pronta all’uso. Nessuna legge lo vieta, chi sostiene il contrario è persona disinformata che farebbe bene ad informarsi.

Chi ritiene, poi, di potersi ritrovare costretto a dover far uso di un’arma per (legittima) difesa abitativa dove altro dovrebbe tenerla se non a portata di mano? Io stesso la tenevo nel cassetto, poi la paternità ha fatto sì che dovessi trovarle un luogo più sicuro, inaccessibile ai minori, come richiedono sia la legge che il buon senso. Le armi devono essere custodite in maniera adeguata, sì, ma ciò si riferisce, più che altro, a quando il possessore è assente: quando è presente può, in piena legalità, tenerla sul comodino o addosso.

Invocare la revoca prefettizia del porto d’armi per chi dichiara pubblicamente di detenere una pistola e di averla vicino al letto non ha alcun fondamento, né legale né logico: l’odio per Tosi lo si può probabilmente manifestare in maniera più fondata e senza coinvolgere un’intera categoria. Nell’articolo si legge, peraltro, che l’arma in questione sarebbe una 44 magnum, un’arma da Callaghan e difficilmente gestibile: lo stesso “Dirty Harry” affermava di usare munizionamento depotenziato nella sua Smith & Wesson (come giornalista mi occupavo con passione anche di cinema), il punto però non è quanto il 44 magnum sia da smargiassi o no, ma che in un altro articolo si riporta un virgolettato in cui Tosi dice che possiede una “45”. Il 45 ACP è uno dei migliori calibri per difesa personale e abitativa, perché ha un forte potere di arresto.

Tosi, se avete ragione voi sul calibro, insomma, avrebbe invece dimostrato di essere un competente e non il solito smargiasso, come piace far credere siano tutti coloro che detengono armi ed a cui andrebbe ritirato seduta stante il porto. Detto porto che non viene, poi, rilasciato così facilmente, anzi l’unica cosa che si può dedurre dalla detenzione di un porto d’armi è che il titolare di questo è persona integerrima che ha passato serie visite medico legali, che magari fossero estese, almeno in parte, anche alle patenti di guida. Invocare il ritiro del porto per un vecchio incidente di caccia, poi, è accanimento: sicuramente vi sarà stata adeguata indagine che l’ha pienamente scagionato. I porti d’arma vengono ritirati facilmente, capita spesso ai rodomonti, che, ripeto, sono comunque molti meno di quanto si crede e si vuol far credere. Verifiche su noi tiratori se ne fanno tante, prima, durante e dopo il rilascio o il rinnovo del porto d’armi.

Di certo non può assumersi il compito di educarli chi non conosce la legge. Nella quasi totalità dei casi, i tiratori sono tranquille persone che condividono una passione e se ne vanno al poligono il weekend, così come altri si fanno sgambate in bicicletta, ed è in quei poligoni che si impara e insegna l’educazione all’uso delle armi.

Noi tiratori non siamo gente che non vede l’ora di avere un ladro che entra in casa per poterlo crivellare di colpi, noi speriamo anzi che non se ne presenti mai la necessità: le armi le conosciamo e preferiamo sparare a bersagli di cartone fra amici. Mi rendo conto che giornalisticamente non è interessante, ma la realtà è questa.

Stavolta a fare il “ganassa” non è stato Tosi, e in questo caso non ha dato alcun cattivo esempio, magari si cerchino altri casi. Ma poi, che cattivo esempio si darebbe nell’esser fieri detentori di un’arma da fuoco e renderne partecipi gli altri? Anche io vado pubblicamente fiero del mio Enfield modello “Hugo Pratt” , dove sono il crimine o il comportamento censurabile?

Insomma l’articolo non ha il benché minimo fondamento giuridico, e persino sul cinema si è insidiosamente lacunosi. L’autore pare dimenticare che John Wayne/Sean Thornton alla fine di  «Un uomo tranquillo» ne ha talmente le scatole piene delle vessazioni di Victor McLaglen/Will Danaher che lo gonfia come una zampogna, anzi come una uilleann pipe, in una delle più epiche scazzottate della storia del cinema.

Mi metto personalmente a disposizione tua e dei tuoi redattori per una verifica dei fatti e della realtà giuridica, poi esprimi pure la tua legittima opinione, anche fosse in contrasto con la mia, ma basandola sui fatti e gli articoli di legge. C’è molto bisogno di seria informazione sul settore.

Ferdinando Menconi
Defense Technology Group – Executive Vice President

risponde Sergio Noto:

Caro Menconi,
Come capita spesso in questo paese (e tutti sappiamo a che punto siamo) la difesa degli interessi di parte (economici, in questo caso di produzione e vendita delle armi) travalica e supera l’interesse generale e, utilizzando formalità giuridiche, giustifica l’ingiustificabile.

Ora non voglio farla lunga e accetto in linea di massima alcune sue puntuali osservazioni, ma è necessario non guardare la pagliuzza e perdere la trave che abbiamo nell’occhio. La dichiarazione di Tosi di detenere una pistola carica sul comodino è inaccettabile e pericolosa e gli andrebbe revocato il permesso, anche perché il sindaco ha già dato prova di essere inadatto a detenere armi da fuoco. La dichiarazione in sé oltre alla leggerezza manifestata lo rende necessario.

Io credo fermamente che una pistola carica sul comodino sia da considerarsi incustodita. Se la legge lo consente nello specifico è di nessun rilievo, l’irresponsabilità resta. Le armi si caricano quando si usano. Lei sa che i militari in servizio hanno l’obbligo di tenerle scariche e solo su ordine specifico possono caricarle. Con le armi non si gioca né si fa propaganda.
Il sindaco Tosi con le sue dichiarazioni che incoraggiano la gente a difendersi autonomamente con le proprie armi da fuoco ha dimostrato di non avere la freddezza e la capacità di giudizio per detenere armi da fuoco. Non dovrebbero poter detenere armi coloro che ne trasformano l’uso in raccolta del consenso.

Il sindaco di una città non gira dicendo che la sua difesa personale dipende dalla sua pistola che tiene carica sul comodino. Non fa passare il messaggio che ci si debba armare per difendersi. Anche perché in questo modo oltre a suggerire il far west, delegittima la sua funzione istituzionale nella difesa della sicurezza cittadina.

Capisco che dal suo punto di vista sarebbe molto meglio che cani e porci, gente analfabeta sul piano militare e delle armi, potesse disporre di armi di ogni genere. Le vendite andrebbero alle stelle. Mi creda che non è così. Se l’industria delle armi vuole avere un futuro, i suoi affari non potranno che fondarsi esclusivamente sulla cernita accurata della clientela, basata sul senso di responsabilità, non sulle smargiassate o peggio sulle gradassate per fini politici. Altrimenti chiuderete.

Si fidi. Glielo dice uno che fa un altro mestiere, ma che come ufficiale degli alpini ha potuto vedere e imparare molte cose sulle armi e sulle persone.

Sergio Noto

(Ph. outdoorlife.com)

Tags: , ,

Leggi anche questo

  • Marco Tornabuoni

    Quindi:
    – se viene fatto notare che la legge dice _un’altra cosa_
    (come sostenuto peraltro da tutta la giurisprudenza, le varie
    interpretazioni, le casistiche, tutto, insomma, tranne la personale
    opinione del sig. Noto) e’ perche’ “si sostengono interessi economici”.
    Insomma, “Kittipaga?!?!11!??” Complimenti per la dialettica!

    MA VENIAMO ALLA PERLA.

    “Io credo fermamente che una pistola carica sul comodino sia da considerarsi incustodita. Se la legge lo consente nello specifico è di nessun rilievo,”

    Ossia:
    non me ne importa niente di quali siano i diritti altrui, sanciti dalla legge, la mia personale opinione viene prima: se vi piace e’ cosi’, se non vi piace e’ cosi’ lo stesso.

    Onestamente… mi preoccupa molto piu’
    qualcuno che cerca di tacitare chi non la pensa come lui e imporre a tutti la sua personalissima opinione sopra i fatti e la legge, andando fiero del
    suo modo di fare prevaricatorio, di chi tiene
    una pistola sul comodino… specie considerando che mentre non ho alcuna intenzione di introdurmi in casa del sig.
    Tosi contro la sua volonta’, in questa “democrazia”
    dominata da prepotenti che si sentono migliori degli altri e quindi in diritto di dettar la loro personale legge sopra la Legge stessa (proprio come facevano i prepotenti nel Far West) ci vivo.

    Sorvolo, per compassione, sulle dichiarazioni seguenti che mostrano una
    sicumera seconda solo all’ignoranza totale in merito a cio’ su cui si
    pretende di tenere cattedra.

    Quanto al Far West, questo era una
    condizione caratterizzata dall’assenza pressoche’ totale dell’Ordine
    Costituito e delle Istituzioni al punto da costringere i singoli, abbandonati a se stessi, a
    cercare di difendersi con le proprie forze contro il sopruso. Bhe, per chi non
    se ne fosse accorto, e’ GIA’ il far west.

    • GG

      Si tratta di un comune caso di Mirror Climbing. Ammettere di aver sbagliato non e’ da tutti. Evidentemente Sergio Noto non ha abbastanza onesta’ intellettuale per ammettere di aver preso una cantonata.

  • GG

    Nel luogo di denunzia le armi possono essere detenute cariche e pronte all’uso, perché sono destinate anche alla difesa abitativa; non devono essere conservate smontate o chiuse in cassaforte. Importa solo che esse siano al sicuro da furti quando nessuno è in casa (se vi è una persona capace in casa, le armi sono automaticamente ben custodite) e che non le usino bambini o minorati; nel momento in cui una persona capace è in casa, non occorre alcuna misura di custodia. È consentito lasciarle alla
    portata di familiari ed altre persone ospitate, se capaci; non è richiesto che esse siano abilitate al maneggio di armi.

    FONTE: Edoardo Mori, giudice e esperto di diritto delle armi, il suo libro “codice delle armi e degli esplosivi” e’ un punto di riferimento nel settore armiero.

  • Ugo Pistolesi

    La risposta del Noto è incredibilmente peggiore dell’articolo. Non siamo solo alla (colpevole) ignoranza sul tema, siamo proprio al DOLOSO sfruttamento dei noti e tritissimi luoghi comuni, TUTTI diligentemente ripercorsi in modo da assicurarsi l’audience minima necessaria a spacciarsi per “giornalista”.

    Sig. Noto: sorvolo su tutte le falsità che ha aggiunto (e meno male che siamo in pieno dibattito “Fake News”…). Sorvolo già di meno sulla non velata accusa per cui il Sig. Menconi starebbe “difendendo interessi di parte” (roba da grillino di stalla, di quelli che appunto sul nucleare o sui vaccini ascolteranno “chiunque tranne gli addetti ai lavori”, perché questi saranno “pagati per”…).

    NON sorvolerò sul fatto che il misto di incompetenza e deliberata falsità che lei continua a sfoggiare, dovrebbero farla radiare seduta stante dall’Albo.
    Lei si conferma un banale spacciatore di luoghi comuni a fini di audience, cosa che da lustri annienta la credibilità del Giornalismo in genere.

    Per suo tornaconto lei sta
    1) contribuendo a impedire che le future vittime di aggressione abbiano anche solo una chance di difendersi,

    2) diffondendo comunque nozioni false su argomenti di assoluta gravità,

    3) attribuendo al Menconi tesi di assoluta idiozia (cito “Capisco che dal suo punto di vista sarebbe molto meglio che cani e porci, gente analfabeta sul piano militare e delle armi, potesse disporre di armi di ogni genere”), che in TUTTO il dibattito non sono mai state nemmeno adombrate nè dal Tosi, nè dal Menconi nè da chicchessia.
    Perché si tratta della più tipica, più trita idiozia tipica dell’anti armi, del ricattino beota per cui “se non accetti la mia tesi vuol dire che vuoi dare armi a cani e porci”. Anche qui, lei si fregia del “Giornalista” ma non va oltre le tipicissime tesi dell’ultimo italiota.

    Si preoccupi meno di “cosa dovrebbe fare” un sindaco, o il Sig. Menconi, e pensi più ai danni che sta facendo. E per pietà lasci stare gli Alpini. Solo a lei poteva venire in mente di paragonare squadre e plotoni con armamento e tattiche militari, con gli scenari tipici della difesa personale abitativa. E del resto. Anche gli Alpini possono sbagliare a scegliere un loro uomo, evidentemente.

    NON cordiali saluti e buona fortuna, casomai dovesse incontrare quegli ignoti automobilisti dal cazzotto facile, che già hanno indotto un magistrato veneto a “ripensamenti” sull’opportunità del porto di pistola.