Venezia, storia di Flavio: un libraio unico

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Figlio di contadini, nato nel ’77 a Orsago vicino a Conegliano, Flavio Biz è protagonista di un reportage sul Corriere della Sera di oggi a cura di Paolo Di Stefano, che ha voluto raccontarne la storia molto particolare. Nato semiparalizzato, non potendo giocare con gli altri bambini, si dedica alla lettura fin da piccolo. Dopo essersi trasferito a Venezia per gli studi – mai conclusi – e aver lavorato per anni in ristoranti come lavapiatti e aiuto cuoco, un anno e mezzo fa ha aperto la libreria “Marco Polo” a Santa Margherita. «Il mio desiderio è sempre stato questo, credo di essere nato per i libri, per leggerli, raccontarli e venderli». Un sogno realizzato con due amici, Claudio e Sabina, e grazie alla spinta della compagna Irene. «Tutti ci dicevano: cosa fate, in Italia non legge nessuno. In realtà stiamo sperimentando da un anno e mezzo che le cose riescono se si fanno con passione, piacere e competenza».

Una libreria, quella di Biz, con una linea ben precisa: alla “Marco Polo” non si trovano i grandi editori che spadroneggiano ovunque, ma quelli indipendenti che producono perle quasi introvabili. Ogni cosa è studiata, il colore degli scaffali, la disposizione, la selezione, gli incontri con gli autori: «Siamo dei librai di quartiere, sappiamo che seminando bene sul territorio, curando i clienti uno a uno, leggendo, confrontandoci e consigliando i libri che ci sono piaciuti, la gente si appassiona e ritorna. È bellissimo, sono fortunato».

(Ph. libreriamarcopolo.com)

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