Vicenza 2018, il cruccio di Variati? Bulgarini-Calimero

Come candidato nel 2018, il vicesindaco convince pochissimi: la sua associazione non è ancora nata. Il Pd ha una chance in più

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Dio santo che fatica. Non si riesce a tirarla su, questa benedetta lista. Rectius: associazione. Il vicesindaco di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, per il lancio della sua candidatura a sindaco nel 2018 voleva partire già da mesi con l’avanguardia della sua futura formazione elettorale, ma finora, di mettere assieme un numero decente di volti spendibili, non gli è proprio riuscito, porca miseria. Perchè? Perchè molti sono risultati non disponibili: ha ricevuto alcuni sì, parecchi “vediamo”, e non pochi no. Per il delfino del sindaco Achille Variati (Pd), la strada si sta rivelando più in salita del previsto. Mannaggia.

I bulgariniani (già) convinti sono sparuti e non garantiscono oceanici consensi: l’assessore Umberto Nicolai, l’assessore Annamaria Cordova, Fioravante Rossi (Lista Variati). La pur variatiana Lorella Baccarin non sarebbe ancora convintissima, anche se data quasi per sicura. Il consigliere comunale del Pd, Giancarlo Pesce, è attendista. Nella mitica “società civile”, i cortesi rifiuti e le indecisioni tattiche sono giunte da persone di rilievo, come il parrucchiere Valter Casarotto (Confartigianato) e il famosissimo re dei dolci Dario Loison. Al limite, potrebbe esserci un ripescaggio dalla giunta Variati I: l’ex assessore al bilancio Umberto Lago potrebbe accarezzare l’idea di un ritorno. Poca roba, come si vede. Il Viceré non trascina, non entusiasma.

Qui si mette male – deve aver pensato Variati. Che fino a poco tempo fa era rimasto alla finestra, ma ora si sta spendendo in prima persona per persuadere i persuadibili. Telefona di qua, telefona di là, ma nemmeno lui quaglia: per quanto si produca nella sua nota abilità avvolgente da consumato ammaliatore, è il prodotto che vende, a non funzionare. Persino da due vicinissimi come l’assessore Pippo Zanetti e il consigliere Everardo Dal Maso, è arrivata la porta in faccia. Segno che è il politico Bulgarini a rappresentare un ostacolo difficilmente superabile.

Al di là di simpatie o antipatie personali (che pure contano), è come candidato potenzialmente vincente che non ispira, il vicesindaco. Fanno storcere il naso a molti il “complesso della vecchietta” (con sincerità lui stesso, il Bulgarini, non si vede a fare il piacione fra gli anziani e il popolo minuto in piazza) e il profilo elitario da amministratore acquisito, calato dall’alto. Anche a quegli stessi mondi in cui è suo agio.

Nel Pd c’è fermento: c’è chi sta cominciando a porsi il problema di mostrare gli attributi e, soprattutto, di renderne edotto l’universo mondo al di fuori dalle segrete stanze di partito. La posizione di debolezza dell’esterno Bulgarini potrebbe essere sfruttata, sbarrando il passo ad un possibile candidato che non ha mai scaldato i cuori di nessuno – eccetto che di Variati, va da sè. E’ un’ingiustizia, però, povero Calimero: tanto ha detto e tanto ha fatto, dicendo in giro a più riprese che l’associazione sarebbe partita e poi, voltandosi indietro, non c’è quasi nessuno. Vicentini ingrati, che non capiscono il valore di un intellettuale come lui, non chiuso, no no, nella torre d’avorio. Maledetta Vicenza.

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  • adriano verlato

    Il problema del futuro sindaco è cosa non da poco. Chi andrebbe bene non vuole e chi vorrebbe non è adatto. Su questo argomento, chiederò ospitalità per qualche riflessione.

  • zenocarino

    Chi semina vento, raccoglie tempesta. Dopo i “nobili”, gli “industriali” ed i “baroni”, il NEPOTISMO affascina e coinvolge anche i sinistrozzi. Non mi sembra una scelta, che rispetti chi ha rivotato Variati, nel 2013.