Il primo è stato un flop, la seconda (regolamento alla mano) non c'è. Tutto per coprire nove anni di fallimentare governo Variati

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Qualche tempo fa anche la seconda convocazione consecutiva del Consiglio comunale degli Stranieri a Vicenza è andata a vuoto, per mancanza del numero legale. Un fatto grave, di cui si è accorto anche il vicesindaco, Jacopo Bulgarini, che ha stigmatizzato l’episodio. Cerca forse di svincolarsi, di prendere le distanze da un’iniziativa inutile e demagogica?

Vi ricordate quando all’istituzione del Consiglio degli Stranieri, qualche esaltato con in tasca la tessera del Pd, esultava per quella che definiva una grande vittoria, che a Vicenza avrebbe consacrato la “democrazia popolare partecipata”? Propaganda infantile, nemmeno subdola, di basso livello, surrogato di furbizia di volpe nostrana acquistata a rate. Tanto che gli stranieri si sono accorti di essere stati presi in giro: Pd e company hanno finto di dare loro un “diritto” di intervento, un “potere” che in concreto non hanno e non esiste.

Un’altra, e forse peggiore, iniziativa fasulla da parte del Pd & associati per confondere i cittadini riguarda le iniziative referendarie, cioè la possibilità che possano essere presentati dei “quesiti” da sottoporre a giudizio popolare, materia riordinata in occasione dell’approvazione del nuovo statuto comunale. Anche in quel caso, esprimendo una soddisfazione incontenibile a lungo osannata, hanno voluto convincere i vicentini che il “quorum zero” , cioè la validità del “referendum” , anche se vi partecipa un solo cittadino, avrebbe facilitato la presentazione di “petizioni popolari”. Evviva, grandi!

Nella realtà, purtroppo, la partecipazione al voto viene limitata dalle nuove norme, in base alle quali, prima di poter passare alla consultazione, si obbligano i presentatori del quesito referendario a raccogliere in soli 90 giorni almeno 5 mila firme di cittadini. Il precedente Regolamento degli Istituti di Partecipazione ne richiedeva 4 mila. La solita ubriacatura di “falsa democrazia”. “Democrazia Partecipata” a parole, non nei fatti.