«“Di padre in figlia”, fiction non risolve problemi di Bassano»

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Il consigliere regionale della Lega Nord Nicola Finco interviene a gamba tesa nel dibattito sulla fiction Rai “Di padre in figlia”. «C’era la prostituta, l’imprenditore arrivista e disonesto, il politico intrallazzone e l’ubriacone – spiega Finco -. Il regista è riuscito nell’epica impresa di inserire tutti i cliché sui veneti in un unico film, considerato un capolavoro dagli amministratori locali. Non è stata rappresentata, e di questo me ne dispiaccio, la vera società bassanese, quella dei nostri nonni che con il sudore, la fatica e tanta intelligenza hanno fatto grande un intero territorio». Per Finco si tratta di una rappresentazione «imprecisa ed irrispettosa» del territorio. «Preferisco immaginare Bassano come la città del Grappa, dei ragazzi del ’99 e degli imprenditori ingegnosi che ancora oggi fanno vivere questo territorio e ne danno lustro in tutto il mondo».

Finco si rivolge poi al sindaco Riccardo Poletto e del suo vice Roberto Campagnolo che avevano parlato di un possibile indotto economico-turistico per Bassano grazie alla fiction televisiva. «Se davvero pensano che alcuni scorci della nostra città in prima serata sulla Rai portino migliaia di turisti, allora sono completamente fuori strada. A Bassano manca un piano coordinato e strategico sul turismo, non c’è una regia e si va avanti a spot, o meglio a “ciak”. La nostra città ha perso troppe occasioni importanti e, mentre altri comuni si sono organizzati valorizzando realmente il territorio, qui si continua a vivere nella speranza di luce riflessa».

(Ph. Rai)

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  • pachiara

    Finalmente Finco! Se ci sei batti un colpo! Finalmente qualcuno che è uscito dal guscio della connivenza più bieca e becera con questi cosiddetti registi e sceneggiatori alla Comencini, vetero comunista della peggior specie, femminista talebana e soprattutto in questo caso “saccheggiatrice” del Veneto, dello spirito antico e magnifico del Veneto che purtroppo non c’è più, ma che ancora in molti ricordano e ne hanno nostalgia. Mi sento di lanciare con grande forza e a voce spiegata una parola sola: anatema! Sì, anatema a questa Comencini, figlia di tanto padre che almeno ci sapeva fare, pur essendo di sinistra, a questo regista, a questi attoruncoli da quattro soldi, a questa direttora di Rai Fiction che si sente un genio della cinematografia e invece fa …. venire l’orticaria. Anche lei figlia di tanto padre economista che non ne ha azzzeccata una ai suoi tempi. Ma un ” vaffa” cordiale e sincero che risuona dalla Valsugana al Ponte di Bassano invio al sindaco e al vicesindaco e a tutti coloro che hanno sponsorizzato una simile scemenza che offende i bassanesi, i vicentini e i veneti.