Federfarma: «prezzi bassi, farmacie veronesi a rischio»

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Federfarma Verona lancia l’allarme sul sistema farmaceutico scaligero. Il problema, spiega il presidente Marco Bacchini in un articolo di Francesca Saglimbeni su L’Arena a pagina 9, «è la riduzione del prezzo del farmaco, sceso sotto la media europea» che «attenta alla sopravvivenza delle farmacie, specie le piccole realtà di periferia». «A fronte di tale ribasso – continua Bacchini -, le aziende farmaceutiche decidono di immettere la maggior parte dei prodotti su mercati esteri».

Il problema principale è dunque la contrazione del valore commerciale, «non la riduzione della spesa sanitaria». A peggiorare le cose anche l’aumento dei costi di gestione: «alcuni servizi gratuiti per l’utente, anziché essere sostenuti dallo Stato, restano a carico della farmacia». Secondo i dati di Federfarma in Italia, su 18mila esercizi, l’anno scorso hanno chiuso in 400 «e 3 farmacie della provincia scaligera sono state vicine al portare i libri in tribunale». Federfarma Verona comprende oltre 200 farmacie pubbliche e private nel territorio scaligero pari a un volume d’affari di circa 310milioni di euro circa (nel 2016), di cui l’utile rappresenta, però, solo un 7%.

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