Finti vaccini, infermiera “boicottava” anche centralino

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Con il passare delle ore emergono sempre più dettagli sulla 40enne friulana che avrebbe finto di fare i vaccini e invece gettava le fiale a Treviso. Come ricostruisce il Gazzettino, sarebbe arrivata all’ospedale della Marca alla fine del gennaio del 2016 grazie ad un concorso di mobilità dopo aver lavorato per anni in un’Usl friulana. Quando la Direzione ha avuto la certezza che le segnalazione fatte dai colleghi avessero un fondo di verità, ha provveduto a trasferire la donna al centralino addetto alle prenotazioni per i vaccini. Ma, secondo quanto emerge, anche lì avrebbe continuato a boicottare evitando di segnare appuntamenti oppure non rispondendo al telefono. L’assistente sanitaria tutt’ora non sta fornendo spiegazioni che aiutino a chiarire i motivi del suo comportamento. Secondo le ultime indiscrezioni la Procura starebbe valutando la riapertura dell’inchiesta chiusa a marzo per «assenza di ulteriori elementi a carico».

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  • don Franco di Padova

    Che bello, la procura sta sempre “valutando”.
    Chissà cosa sarebbe successo se non fosse stato vaccinato il figlio del Procuratore, con conseguente danno acclarato.
    Starebbe sempre “valutando”?