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All’indomani del decreto del governo sulla conversione delle popolari in spa (2015), l’allora dg di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, cercò di contattare l’ex premier Matteo Renzi attraverso Pierluigi Boschi, vicepresidente di Banca Etruria e padre del ministro Maria Elena. Come rivela Federico Nicoletti sul Corriere del Veneto a pagina 18, Consoli era al tempo impegnato nel tema delle fusioni in special modo con la Banca Popolare di Vicenza che cominciava a dare i primi segni del crollo.

«Io ho chiesto a diverse persone di farmi incontrare Renzi – dice Consoli rivolto ad un uomo di Banca d’Italia in un’intercettazione della Procura di Roma – , però non riesco». «Chiedilo tramite lui, perché lui sta in presa diretta», risponde l’interlocutore riferendosi al padre della Boschi. «Io chiamo Pierluigi e vedo se mi fissa un incontro, anziché con la figlia, direttamente col premier», chiude Consoli. Consoli chiede nella telefonata «novità sul nostro fronte». «È stato fatto un passaggio sulla capitale – è la risposta .- ma per mettersi insieme occorre un aumento di capitale garantito dal consorzio, altrimenti la Bce non dà l’ok».

Nelle intercettazioni pare spuntare anche la disponibilità di Veneto Banca a entrare nel salvataggio di Banca Etruria forse per ottenere un incontro con l’ex premier Renzi: «Venditela in qualche modo – dice a Consoli l’uomo di Bankitalia – fai sapere a chi di dovere che sei pronto domani mattina, tanto poi se non si fa è perché non vuole Vicenza».

  • Ilario Fantuzzi

    L’interlocutore della Banca d’Italia chi è?