Finti vaccini a bimbi, infermiera: «falsità, li ho sempre fatti»

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«Ho sempre svolto il mio lavoro correttamente: posso spiegare tutto e non ho nulla da nascondere». L’assistente sanitaria E. P. si difende dall’accusa di aver finto di vaccinare cinquecento bambini al Dipartimento di prevenzione “La Madonnina”, a Treviso. Il sospetto, come scrive Andrea Priante sul Corriere del Veneto a pagina 2, è che la donna abbia messo in atto una forma di obiezione di coscienza. Lei però nega: «non sono contraria ai vaccini, non lo sono mai stata. I vaccini li ho sempre fatti ai bambini e sfido chiunque a provare il contrario. Anche perché a volte i genitori, per tranquillizzare i piccoli, erano presenti al momento della puntura. Come potevo non farla senza che gli adulti se ne accorgessero?».

A insospettire i colleghi il fatto che i bimbi vaccinati dall’assistente sanitaria non piangevano, ma lei spiega: «all’università ho imparato una tecnica innovativa, diversa da quella tradizionale, che permette di bucare la pelle riducendo il dolore avvertito dal paziente. Per questo spesso erano gli stessi genitori a insistere perché fossi io a occuparmi dei loro figli: con la mia tecnica, non piangevano». Tuttavia, resta una domanda a cui neppure lei sa rispondere: come mai i suoi pazienti non risultano immunizzati? «I test dell’Usl sono stati fatti solo su un campione», ha sottolineato. «Occorre capire se siano stati fatti i richiami».

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  • don Franco di Padova

    E’ sufficiente fare uno screening sulle risposte anticorpali e l’infermiera può essere prontamente scagionata oppure, spero altrettanto prontamente, incriminata (CP est. art. 438, art. 445, art. 452).
    Oltretutto, lo screening è necessario anche per poter porre rimedio all’eventuale mancata vaccinazione.