canale leb

Agricoltori in protesta contro il diktat regionale che impone la riduzione dei prelievi d’acqua dal canale Leb a Cologna (Verona). Come scrive Luca Fiorin su L’Arena a pagina 27, il provvedimento era stato voluto dalla giunta Zaia per ridurre al minimo gli sprechi d’acqua in risposta all’emergenza siccità. Il canale, alimentato dall’Adige arriva fino a Padova partendo da Belfiore ed è una risorsa cruciale per le coltivazioni del basso Veronese. Il Leb trasporta sino a 34 metri cubi di acqua al secondo nei periodi estivi. Con il taglio della Regione i metri cubi scenderanno a 14 a cui si devono sottrarre anche i 6 che servono per alimentare il Fratta Gonzone all’altezza dello scarico che porta a valle i reflui delle concerie vicentine e della Miteni di Trissino considerata la principale responsabile della contaminazione da Pfas in Veneto.

«Il canale Leb è stato realizzato per garantire acqua per l’irrigazione e non come strumento di diluizione degli scarichi delle industrie di altre provincie», attacca il presidente provinciale di Coldiretti, Claudio Valente. «Se rimarranno solo 8 metri cubi a disposizione dell’agricoltura si rischierà di non poter dare da bere alle campagne e le colture moriranno», rincara il presidente di Confagricoltura, Paolo Ferrarese. Per il presidente del consorzio di bonifica Alta pianura veneta, Silvio Parise, siamo davanti ad una «crisi idrica strutturale (…) è necessario realizzare importanti interventi infrastrutturali, che permettano di regimare le acque e trattenerle quando c’è carenza».

(ph: ambientidiacqua.it)