Case popolari, tosiani: «tetto del 13% per immigrati»

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Non solo “Prima i veneti” nelle scuole materne e negli asili. Ora, dopo la controversa legge impugnata davanti la Corte Costituzionale, il Consiglio veneto avanza un’ulteriore proposta per garantire ai corregionali una corsia di accesso preferenziale ai servizi sociali. Come scrive Marco Bonet sul Corriere del Veneto a pagina 3, questa volta tocca agli alloggi popolari oggetto di tre diverse proposte di legge al vaglio della commissione Territorio. Fra queste spicca il testo firmato da Maurizio Conte (Lista Tosi) e da Giovanna Negro (Veneto del Fare): «al fine di evitare discriminazioni al contrario – si legge nel documento – (è) urgente porre un “tetto percentuale massimo” per gli alloggi di edilizia sovvenzionata annualmente disponibili per l’assegnazione agli extracomunitari (con permesso di soggiorno, ndr)». Il tetto sarebbe fissato al 13% modificabile dalla giunta ogni due anni sulla base delle rilevazioni dell’Istat.

Il secondo progetto di legge, sempre a firma Conte-Negro, prevede inoltre l’accesso agli alloggi popolari solo quei cittadini che abbiano la residenza o svolgano la loro attività lavorativa in Veneto «ininterrottamente da almeno 15 anni». Il terzo progetto di legge infine, aggiunge i requisiti degli anni di matrimonio per le coppie che si presentano ai bandi e l’assenza di condanne a carico di chi fa domanda. Il testo a firma di Riccardo Barbisan (autore della legge “Prima i veneti” nell’accesso ai contributi sociali) e sottoscritto da tutta la Lega, introduce inoltre un meccanismo premiale a punti in base agli anni di residenza in Veneto. Non si sa per ora se i tre testi confluiranno in un documento unico. Su tutto comunque pende l’esito del pronunciamento della Consulta sulla legge sugli asili.

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  • don Franco di Padova

    La Consulta ha solo la penultima parola.
    L’ultima ce l’avranno i Veneti quando andranno a votare per il referendum sull’autonomia.