BpVi e Vb, opzione “good bank” con vendita ad Intesa

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Prende sempre più piede un’ipotesi alternativa a quella caldeggiata dal governo per il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Come scrive Eleonora Vallin a pagina 5 del Mattino, al posto di una ricapitalizzazione precauzionale da 1,2 miliardi da parte del sistema bancario accompagnata dall’intervento dello Stato con successiva fusione dei due istituti, sarebbe allo studio la proposta della scissione con vendita al gruppo Intesa Sanpaolo. L’ipotesi sarebbe già sul tavolo del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, Bankitalia e Abi.

Come già successo per Banca Etruria, Chieti, Marche e Ferrara, dalla scissione nascerebbero una good bank e bad bank, quest’ultima piena dei crediti deteriorati che saranno messi in vendita. Il meccanismo prevederebbe una risoluzione lampo con vendita della good bank ripulita a Intesa forse al costo di un euro. Secondo questo scenario azionisti e obbligazionisti junior sarebbero comunque coinvolti nella copertura delle perdite con un rimborso da parte del governo per i soli risparmiatori retail. La banca guidata da Carlo Messina avrebbe però chiesto alcune garanzie, ovvero l’inserimento nel decreto non ancora varato dal governo sul Fondo Esuberi di un capitolo sulle banche venete con un aumento tra 200 e 300 milioni in aggiunta ai 638 milioni previsti da qui al 2021 per la risistemazione dei bancari.

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  • marioi

    Un vero scempio del risparmio fatto dai dipendenti di questi istituti che sapevano bene come sarebbe finita,tutto questo sulle spalle di tanti risparmiatori semplicemente truffati uno schifo totale

  • Adriano Tolomio

    Naturalmente nessuno del Governo parla più dei risparmiatori che si sono trovati in mano azioni che valgono quanto 1 caffè!

    • Paolo Maria Ciriani

      veramente molto meno! il rapporto di conversione è di uno a dieci ! un caffè ogni dieci azioni!