De Bortoli e Smiderle, ce l’avete presente la BpVi?

L’ex direttore del Corriere e del Sole 24 Ore presenta il suo libro intervistato dal giornalista del GdV. Il risultato è surreale

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Succedono fatti surreali a Vicenza, sempre più spesso. Si incontrano due giornalisti, entrambi della carta stampata. Uno presenta il suo libro, l’altro lo intervista. Nella sala di Palazzo Bonin-Longare, sede di Assindustria. Promotrice la libreria Galla.

Il primo è Ferruccio De Bortoli, giornalista di lungo corso, ex direttore del Sole-24 Ore e del Corriere della Sera, ora assiduo esponente di quel carro di Tespi che anima i talk-show delle emittenti italiane. Marino Smiderle, il secondo, giornalista del quotidiano locale, particolarmente dedicato ai fatti economici.

L’incontro è a Vicenza, dicevo, non a San Benedetto del Tronto o a Tempio Pausania. A Vicenza, dove la banca locale, la cui salvezza è ancora appesa a un filo, ha provocato un disastro immane, distruggendo il patrimonio di migliaia di persone, e mettendo in difficoltà la rete di imprese medio-piccole su cui poggia l’economia e il benessere della provincia berica.

De Bortoli e Smiderle qualcosa avrebbero da dire, o potrebbero dire, sulla vicenda.

Il primo scrisse il 10 luglio del 2016 un articolo che si intitolava Perché le banche ci fanno soffrire, in cui metteva anche Zonin nel novero degli uomini, lasciati troppo soli al comando, che avevano prodotto “gli scandali e le cattive gestioni che si sono succeduti in questi anni”. Alla piccata reazione degli avvocati di Zonin, pubblicata dal Corriere il 13 luglio, De Bortoli appose un lapidario: «Un esame di coscienza quando?».

De Bortoli è tornato poi infinite volte sulla questione in convegni, dibattiti e anche in un’intervista su questo stesso giornale, in cui parlando di Zonin, dichiarò: «Il suo è il caso di chi è rimasto vittima dell’eccesso di potere: succede alle presidenze principesche, di lunga durata, che poggiano su un sistema in cui tutti, anche la stampa, sono legati l’uno all’altro». Aggiungendo poi che la stampa nazionale come quella locale [era] catturata dalla constituency dell’appartenenza, che spesso produce cecità e complicità».

De Bortoli, sabato scorso, aveva davanti a sé l’uomo giusto, da molti considerato la penna di Gianni Zonin, l’uomo che anno dopo anno magnificò le mirabili sorti e progressive della banca locale, la sua espansione, le sue meraviglie. Mai un dubbio, una critica, una perplessità. Il tutto probabilmente in assoluta buona fede, ammaliato da quell’incantatore di serpenti che era Gianni Zonin.

De Bortoli e Smiderle di tutto hanno parlato, del giornalismo, del suo ruolo, della magistratura, dei poteri più o meno forti, di Renzi, della Boschi, di Paolo Mieli. Sulla banca, silenzio assoluto.

Ebbene, signori, eravate però a Vicenza, dove la tragedia si è consumata, l’uno di fronte all’altro: un esame di coscienza mai?

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  • pachiara

    Domanda ingenua: ma in sala non c’era gente? Possibile che nessuno abbia fiatato sul tema che – come osserva giustamente Zoso – è il tema dei temi in loco, ovvero la madre, la nonna, la zia di tutte le disgrazie economiche crollate addosso a tante, troppe, famiglie.
    Già, chi erano gli invitati al torneo che ha silenziato il caso BPVI?

  • Giorgio Marcon

    se qualcuno ha tempo di leggere gli articoli di marino smiderle degli anni passati si accorge che e’ di parte. altro che i fatti separati dalle opinioni.

  • Giorgio Marcon

    c’e’ la registrazione del dibattito ?