Banche venete, il contratto segreto tra Stato e Intesa

Il testo integrale dell’accordo di vendita della Popolare di Vicenza e Veneto Banca

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Il decreto ribattezzato salva-popolari entra in queste ore in una fase cruciale della sua vita, quello della conversione in legge. L’argomento, a partire dalla complessità del testo che sembra lasciare spazio ad interpretazioni giuridiche le più distanti, sta scatenando una ridda di polemiche, anche di piazza, ma pure di approfondimenti e di analisi. Come quella del Corsera che oggi nell’inserto economico dedica alla controversa vicenda un vero e proprio speciale.

Non mancano poi le stilettate del Fatto quotidiano che si concentra sul «contratto segreto» che proprio in relazione al cosiddetto salva popolari venete regola i rapporti tra Stato e Gruppo Intesa. Il testo dell’accordo peraltro è stato pubblicato integralmente dall’analista freelance Costantino Rover (clicca qui per leggere il testo completo) che sul tema ha avviato «una fase di studio che è appena agli inizi».

L’eco della polemica tuttavia oltre a rimbalzare tra palazzo Madama e Montecitorio, dove in queste ore il testo licenziato dal governo è al vaglio delle commissioni, è giunta sino in Piemonte. In una lunga lettera aperta alla stampa, Francesco Bedino, ex presidente di Bene Banca, un piccolo istituto di credito del cuneese, ricostruisce quelli che identifica come gli aspetti opachi che hanno portato a spron battuto alla scrittura di un decreto legge oggi al centro del dibattito. Una ricostruzione che peraltro non tralascia uno strascico polemico anche per una vicenda, quella di Bene Banca, che alcuni mesi fa è venuta ad incrociarsi con quella della BpVi.

Clicca qui per leggere il testo completo del contratto

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  • 1366Paolo

    Talmente segreto che è stato scaricato dal Registro delle Imprese (come testimonia la prima pagina del documento).