«Caccia in Veneto, legge Berlato bocciata: ora umiltà da Zaia»

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La deputata padovana del Movimento 5 Stelle, Silvia Benedetti, commenta la sentenza 174 della Corte Costituzionale riguardo la legge veneta sulle attività venatorie. «La Corte Costituzionale, come era prevedibile, ha bocciato parti consistenti della Legge sulla caccia approvata lo scorso anno dalla Regione Veneto. Gli elementi di incostituzionalità e di netto contrasto con quanto previsto dalla normativa nazionale erano fin troppo evidenti. Quindi la prima considerazione che mi sento di fare è che chi ci governa, che è in perenne campagna elettorale, più che peccare per l’ennesima volta in incolmabile incompetenza, abbia preso in giro i cacciatori portatori di voti, promettendo loro l’impossibile».

«Come si vede la Corte ha bocciato le parti della legge che consentivano una illimitata libertà ai cacciatori, scongiurando tra l’altro lo scenario assurdo che fossero gli stessi cacciatori ad operare il controllo sugli abbattimenti – aggiunge Benedetti -. La Regione Veneto continua a voler agevolare in tutti i modi il mondo venatorio invece di dare attuazione alla legge 157. Questa legge nazionale fornisce strumenti validi per tutelare la fauna ed il territorio, non applicarla sta producendo conseguenze molto gravi, basti guardare alla problematica dei cinghiali».

«Zaia per primo mostri un po’ di umiltà e di buon senso e invece di farsi travolgere dalle smanie venatorie di Berlato, attui la legge sulla protezione della fauna e la disciplina dell’attività venatoria e sicuramente qualcosa potrà migliorare», conclude la deputata M5S.

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