«Caro Zonin Jr, un buon tacer non fu mai scritto»

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Luigi Ugone, presidente dell’Associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza” a Francesco Zonin figlio dell’ex presidente di BpVi Gianni Zonin.

Egr. dr. Francesco Zonin,

leggendo la sua lettera dalla stampa, molti ci hanno chiesto di risponderle. Lo facciamo con le prossime righe in maniera pacata e mordendoci la lingua. Vorremmo chiarire i punti seguenti:

– La vicenda di via Monte Napoleone, che lei riprende, è un’inezia rispetto a ciò che ha fatto suo padre all’indomani dell’apertura dell’inchiesta che lo riguarda e che dovrebbe dimostrare eventuali colpe. Una stonatura, lo spogliarsi dei beni personali a favore vostro, un atto inutile per un innocente che non ha nulla da temere e sa di avere la coscienza a posto. E sia io sia lei, caro dr. Francesco Zonin, sappiamo che suo padre non è uomo da fare cose inutili.

– Io non sono un magistrato e non posso condannare né assolvere nessuno ma lei, da figlio, lo accusa di non averla ascoltata quando gli consigliavate di lasciare il timone della banca. Bene, sappia non ha ascoltato nemmeno noi piccoli risparmiatori durante le assemblee quando gli chiedevamo spiegazioni in merito a scelte ed investimenti per lo meno discutibili. Anche questa, per noi, è una colpa ben più grave da parte di una figura che doveva rappresentare non se stesso e la sua azienda, ma il risparmi di noi tutti e del nostro territorio.

Capisce quindi perché rimpiangiamo quell’Italia e quella classe politica che faceva pulizia tra i suoi dirigenti quando non potevano non sapere, perché a ricoprire certe posizioni, le ricordiamo, non ci sono solo onori ma, sopratutto, oneri.

– E’ noto a tutti che la banca ci ha ormai, di fatto, azzerato ma, il decreto del governo in votazione alle camere in questi giorni, invece, ci toglierà il diritto del codice civile di farci risarcire per i danni subiti e il diritto costituzionale a una legge uguale per tutti. Scenderemo a Roma nei prossimi giorni per impedire che questo decreto venga votato perché sarebbe anche una pietra tombale per i responsabili di ciò che è successo evitando a noi e al paese una verità piena. E questo è inaccettabile.

– Lei dr. Francesco Zonin afferma che sono 24 i milioni persi dalla sua famiglia nella disfatta di Banca Popolare di Vicenza. Voi con la banca ci avete anche lavorato come azienda ma, soprattutto, come famiglia. Suo padre, infatti, per 20 anni ha percepito compensi come presidente per un milione di euro l’anno. Quindi, fatti i conti, avete perso poco di più degli stipendi ricevuti. Noi, invece, piccoli risparmiatori, ci abbiamo rimesso soldi veri, buoni, fatti (racimolati) in anni di fatica, cifre per lei molto più modeste, chi 10.000 chi 30.000 chi 100.000, ma erano tutto cioè che avevamo. Tutto!

Non credo lei sappia cosa vuol dire perdere tutto e lo dimostra il fatto che ciò che è rimasto vi permette ancora di vivere in maniera molto agiata, molto al di sopra dei nostri standard tanto da poterle permettere di scrivere quanto ha scritto in un modo che a molti di noi è sembrato non solo arbitrario ma altezzoso, borioso, presuntuoso e impertinente.

Infine un suggerimento per tutto quanto le abbiamo cortesemente sottolineato sopra: una volta si diceva che “un buon tacer non fu mai scritto”. Prenda un appunto.

Cordialmente, ma decisi a non farci calpestare.

Luigi Ugone
Presidente Associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”

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  • pachiara

    Sì, in effetti ci vuole un pelo da orso bruno sullo stomaco per farsi intervistare e dire cose del genere dopo quello che è successo! Nella migliore delle ipotesi vuol dire non essersi reso conto del disastro targato BPVI, la banca storica di cui il/lo Zonin è stato indiscusso padre padrone: è arrivata in edicola proprio ieri un’intervista su “La Verità” che al riguardo è illuminante. Chiedo cortesemente al Direttore come mai non appaia qui, vista l’importanza assoluta del tema per vicenza e veneto tutto.
    La prego, cortesemente di provvedere. Grazie
    “La Verità” di ieri 16 luglio 2017 – intervista ad Adriano Cauduro.

    • Filippo Bordin

      Ragazzi i geni non mentono …. questo è figlio di suo padre!