Padova, raccolta firme per stabilizzare ricercatori precari

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Questa mattina, Fp e NIdiL Cgil di Padova, insieme ai ricercatori precari, hanno distribuito oltre 1000 volantini e raccolto 500 firme per chiedere la stabilizzazione del personale precario degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Ircss) e degli Istituti zooprofilattici sperimentali (Izs).

Un’iniziativa che si è unita a quella di carattere nazionale dei precari della ricerca “Ricerchiamo Stabilmente – La ricerca scende in piazza” che ha già raccolto 10.000 firme fra quelle online e quelle nei banchetti allestiti presso gli istituti e nelle piazze delle città sede degli stessi.

«Solo a Padova – dichiarano Giancarlo Go’ e Vinicio Capuzzo della Segreteria provinciale della Fp Cgil – stiamo parlando di 200 ricercatori precari dell’Ircss su un totale di 600 dipendenti e di altri 200 ricercatori precari dell’Izs su un totale di 531 dipendenti. In tantissimi hanno sottoscritto l’appello e non poteva essere altrimenti, visto che si tratta di un settore, quello della salute, dal quale dipende in maniera decisiva la qualità della vita delle persone».

Con questa iniziativa Fp e NIdiL Cgil hanno voluto «portare all’attenzione dei cittadini e degli utenti i problemi di questi lavoratori, precari sottopagati, privi di diritti e tutele, con contratti a singhiozzo. Lavoratrici e lavoratori che da troppi anni sono tenuti fuori da un percorso di stabilizzazione ma che, nonostante questa loro condizione, consentono all’Italia di rimanere fra i primi paesi al mondo per scoperte in questo campo, e soprattutto garantiscono ai cittadini di avere un’assistenza sanitaria di eccellenza e al passo con le innovazioni terapeutiche».

Qui di seguito il testo dell’appello integrale che verrà consegnato alla Presidente della Camera, Laura Boldrini.

Sono circa 3.500 i ricercatori precari che lavorano con contratti co.co.co, borse di studio, partite iva, nei 21 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) pubblici, nei 10 Istituti Zooprofilattici Sperimentali
(IZS) e nelle loro 90 sezioni. L’anzianità media di questi lavoratori é di circa 10 anni, con punte che arrivano oltre
i 20 anni. Si tratta di personale altamente qualificato: sono medici, veterinari, biologi, ingenieri, fisici, chimici,
agronomi ecc…

Rappresentano il presente e il futuro della Ricerca Sanitaria che l’Italia non dovrebbe farsi (più) sfuggire, ma il loro avvenire è caratterizzato da una perenne incertezza. Si tratta di lavoratrici e lavoratori spesso sottopagati, e privi di diritti, e tutele che garantiscono il futuro della Ricerca anche se con contratti a singhiozzo e per pochi mesi alla volta, ma che sono estremamente produttivi . Tutti i giorni dedicano il massimo delle loro capacità garantendo la maggior parte della produttività scientifica degli Istituti, e fornendo un contributo fondamentale per la collocazione della Ricerca Sanitaria Italiana ai primi posti delle classifiche mondiali, nonostante, nel nostro paese, le quote di PIL investite in ricerca siano notevolmente inferiori alla media OCSE.

Il passaggio degli IRCCS sotto le dirette competenze delle Regioni e l’incertezza ogni anno sui finanziamenti del FSN agli IZS, hanno determinato un quadro estremamente eterogeneo e frammentato e, invariabilmente, il blocco delle assunzioni per l’attività di ricerca, determinando il ricorso sempre più frequente a contratti precari, a basso costo e con scarse tutele. Le risorse messe a disposizione ogni anno per la ricerca corrente vengono continuamente diminuite, mentre si è assistito ad un aumento poco comprensibile del numero degli IRCCS, in particolare di quelli privati, con il risultato di far scendere ulteriormente i finanziamenti disponibili per ogni Istituto, costringendo i ricercatori, precari e non, ad estenuanti fatiche per trovare ogni anno nuovi
finanziamenti per le loro attività e per garantire o garantirsi un posto di lavoro.

Da troppi anni, questi lavoratori sono costantemente tenuti fuori da ogni percorso di stabilizzazione. Lanciamo, quindi, un appello al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, alla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, alla Ministra della PA, Maria Anna Madia e al Parlamento perché, una volta per tutte, si ascolti la voce dei protagonisti della Ricerca Sanitaria in Italia.

Per questo, e sulla base delle indicazioni contenute nella relazioni delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato sullo schema di decreto legislativo recante modifiche ed integrazioni al testo unico del pubblico impiego di cui al decreto legislativo 30/3/01 n. 165 (atto n. 393), laddove si auspicano correttivi rispetto a quanto previsto per la stabilizzazione dei lavoratori precari nel P.I., affinchè tali tutele siano applicate anche ai precari della Sanità, degli IRCCS e degli IZS,

Vi chiediamo che si apra immediatamente il confronto con le OO.SS per determinare le modalità, i correttivi e i tempi con cui intervenire per darne piena applicazione, includendo nel percorso di stabilizzazione anche queste lavoratrici e questi lavoratori.

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