Vaccini, Zaia: «si stanno sottovalutando i no-vax»

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Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, risponde su Facebook alle domande e alle critiche arrivate tra ieri oggi sulla posizione del Veneto riguardo ai vaccini.

1) “Il Veneto è contro i vaccini?” No e poi no. Difendiamo il modello veneto che dal 2007 non ha l’obbligo vaccinale, ma punta sull’informazione capillare delle famiglie ottenendo una copertura vaccinale superiore alla media italiana. Il Veneto con le sue scelte di condivisione e non di coercizione, è più favorevole ai vaccini di tante altre Regioni perché l’informazione e la condivisione aumentano le adesioni, l’obbligatorietà le farà calare. Non siamo untori, siamo amministratori attenti al miglior modo per raggiungere il risultato, e la copertura garantita in Veneto dimostra che lo si raggiunge non con la coercizione, ma con l’informazione e la collaborazione con i genitori.

2) “Perché il Veneto è contro la Legge Lorenzin?”. Stabilendo una moratoria dal 2019, il Veneto applica la Legge alla lettera, dato che essa impone all’articolo 3 la decorrenza dell’obbligo tra 2 anni e non da oggi. Perciò non ci mettiamo contro la legge, non abbiamo fatto altro che leggerla bene ed attuarla.

3) “Un bambino non vaccinabile rischia la vita se in classe con bambini non vaccinati”. Chi lo dice ignora la delibera regionale veneta del 2016, che prevede che un bimbo non vaccinato possa essere inserito solamente in una classe dove sia garantita la copertura “di gregge”, pari al 95% di vaccinati. In caso contrario, il bambino verrà automaticamente assegnato a una classe o a un altro istituto dove la copertura di gregge sia garantita. E’ la Regione stessa, grazie alla sua Anagrafe Vaccinale Informatizzata (unica in Italia), a comunicare ai prèsidi le informazioni relative agli alunni vaccinati o meno, per garantire ai non vaccinabili la sicurezza nella frequenza scolastica.

4) “Il Governo può commissariare il Veneto”. Tecnicamente no. Non avrebbe senso poi commissariare la Sanità migliore d’Italia a detta dello stesso Governo. Vadano a commissariare Regioni dove le informazioni sulle coperture vaccinali sono scritte su carta da formaggio, perdonatemi il termine.

5) “Senza obbligo vaccinale rischiamo l’epidemia”. In Veneto l’obbligo non c’è da 10 anni, ed abbiamo dati superiori a regioni in cui c’è da sempre. Nessuna epidemia è in atto, peraltro. Questo grazie a massicce campagne informative nelle Ulss, nei corsi preparto, nei distretti. Ogni obbligo o imposizione porta abbandono e dubbi anche nelle famiglie che prima avrebbero portato i figli a vaccinarsi senza farsi tante domande. E l’obbligo porta ad ingrossare la schiera dei no-vax, movimento di pensiero che si sta sottovalutando.

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