Castelgomberto (Vi), crolla galleria Pedemontana in costruzione

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Ieri pomeriggio, dopo le 14, nella zona industriale di Castelgomberto (Vicenza) è crollata la volta all’imbocco della galleria della Pedemontana Veneta, in costruzione. «La situazione è apparsa subito gravissima, dato il nervosismo delle maestranze e dei tecnici che tentavano di impedirci di documentare lo stato dei fatti», commenta Massimo Follesa, portavoce del CoVePA ovest Vicentino. «Come sia stato possibile che nessun operaio abbia subito conseguenze gravissime, come quelle già verificatesi nel lato di Malo con il decesso di un operaio, è difficile da spiegare. La volta è venuta giù portandosi dietro argine e torrente, che carico d’acqua, ha fatto il resto trasformando il danno in una voragine di 25 per 40 metri, profonda quasi 30 metri. Alle 17 – racconta Follesa – è cominciata la spola dei camion di SIS per riempire la voragine. Una prima messa in sicurezza del cantiere ha comportato lo sbarramento delle acque del Poscola e il taglio dell’argine nel lato di monte. Questo ha provocato lo sversamento delle acque provenienti da Priabona, dal Monte Faedo e dal Monte Palazzo, nei terreni verso la contrada Canton. La pericolosità della situazione è aggravata dall’incombente maltempo, per gli abitati a sud della zona industriale di Castelgomberto. L’allagamento dei campi è stata la sola condizione per impedire il completo allagamento della Galleria e delle trincee. I tecnici di SIS ipotizzano di deviare il torrente e ricondurre le acqua nel Poscola più a valle».

Follesa ricorda che quelle del Poscola «sono aree risorgive, di rilevante interesse ambientale e tutelate come sito di importanza comunitaria appartenente alla rete Natura 2000. Per queste i comitati di Montecchio e il CoVePA avevano presentato dettagliati esposti sulle carenze della valutazione ambientale e sul rischio idrogeologico, adesso i fatti ci danno ragione. Soprattutto questo tunnel appare non tenere in giusto conto il rischio e le condizioni metereologiche, se sono bastati pochi millimetri di pioggia a provocare un tale danno dopo una delle estati più torride degli ultimi 100 anni. Va infine ricordato che le condizioni di sicurezza di questo progetto sono evidentemente tirate al limite e speriamo che queste portino una ulteriore azione della magistratura fino al sequestro conservativo dei luoghi per capire cosa stia accadendo. Il rischio che si verifichino altri crolli è altissimo non solo per chi è coinvolto nel lavoro ma anche all’esterno dell’area di cantiere. Va sottolineato il fatto che queste aree erano aperte e libere al transito. I rischi di ulteriori crolli nei campi circostanti, con l’avanzare del tunnel, non si può escludere». In definitiva, per il portavoce CoVePa si prevede «un futuro nero per i costi della galleria e dell’opera tutta, ma soprattutto per i suoi tempi di realizzazione».

(Ph. CoVePa)

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  • don Franco di Padova

    Quanta energia e quanto impegno nel “non fare”.
    In Cina, se crolla un grattacelo si ricostruisce senza tante polemiche.
    Noi tormentiamo tutto e la più grande vittoria è sospendere i lavori in modo che peggiorino i cantieri, lievitino i costi e si assicuri una spesa iperbolica senza risultati utili.
    Se potessimo esportare imbecilli saremmo il popolo più ricco del mondo…
    (sia chiaro, non solo nel caso “pedemontana”, la “sindrome italiana” è una croce permanente che riguarda tutte le opere)

    • Lupis Tana

      non dovremmo più leggere queste notizie ci fanno solamente male, tanto male, oramai i notiziari delle tv dei giornali riportano solo questo, oramai l’Italia è disfatta… ci mancava la costruzione della pedemontana. pedegeologi.

      basta! buttiamo giù tutti gli orrori della Nostra Italia. t l