Pedemontana veneta, Zanoni furioso: «carte negate, gravità inaudita»

Il consigliere regionale Pd: «viene il dubbio che la Regione prenda le parti del concessionario Sis». E sulla contraddizioni del suo partito: «troveremo linea comune»

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«Il governatore leghista Luca Zaia sembra aver dimenticato la gravità della situazione, ma sulla Pedemontana Veneta non creda sia possibile far calare una coltre di silenzio perché la realtà non la cancelli con un tratto di penna». Parla così Andrea Zanoni (in foto), vicepresidente della commissione ambiente alla Regione Veneto in quota al Pd, gruppo che dagli scranni della minoranza di palazzo Ferro Fini da tempo, pur fra diversi distinguo, è critica nei confronti della giunta di centrodestra in materia di infrastrutture. Qualche giorno fa tra Cornedo e Castelgomberto nel Vicentino è pure crollata la volta di una delle gallerie in costruzione, fatto che il consigliere regionale commenta così: «rido per non piangere. Qualche mese fa in un contesto non troppo dissimile c’è scappato un morto e la Procura sta ancora indagando sulle scelte optate dal concessionario incaricato di realizzare l’opera, ovvero la Sis».

Lei alcuni giorni fa ha denunciato pubblicamente di avere subito un diniego da parte degli uffici dopo la richiesta da parte sua che fosse esibita una nota della responsabile della programmazione Ilaria Bramezza che è agli atti. Perché?
Quello che è successo è di una gravità inaudita. Ho contattato i miei avvocati per valutare eventuali azioni legali, siamo in limine con l’illecito. E poi è inaccettabile che gli uffici abbiano opposto un diniego motivandolo con la necessità di tutelare un contenzioso proprio sulla Spv che la Regione e il concessionario hanno Salini-Impregilo. La quale sostiene che l’ultima convenzione approvata fra privato e pubblico stravolga così tanto l’accordo iniziale da necessitare quanto meno una nuova gara per un opera realizzata non con un appalto ma con la finanza di progetto: formula secondo cui il rischio d’impresa va accollato sul privato.

E quindi?
Io mi domando come mai un alto funzionario della Regione si espone ad un rischio di denuncia negando un atto come quello. Un comportamento del genere fa venire il dubbio che si voglia mettere al riparo il concessionario dalle rivalse di chi, a partire dai ricorrenti, sia espropriati sia Impregilo, la quale contesta il nuovo accordo pubblico privato su Spv, da ripercussioni di un certo tipo. Ripercussioni che si potrebbero concretizzare anche in ragione del disvelamento di quella nota. E la storia si ripete perché anni fa è capitata la stessa cosa. All’epoca fu il commissario alla Spv a mettersi di traverso.

In altre parole?
Ti viene il dubbio che la Regione, che dovrebbe agire super-partes, voglia prendere le parti del concessionario. Che ricordiamolo ha tempo solo fino a fine anno per trovare almeno 1,6 miliardi in modo da vere i fondi per completare l’opera. Tra l’altro mi ha stupito al riguardo il silenzio assordante delle altre opposizioni, cinque stelle inclusi. Per non parlare del silenzio di Zaia.

Sì, ma voi del Pd che alternativa proponete?
Serve una revisione radicale del progetto valutando seriamente l’eventualità di sbarazzarsi del concessionario. Ad ogni modo Zaia spingendo così avanti un progetto insostenibile ci ha messi in una condizione micidiale in cui si rischia un cul de sac fatto di contenzioso o di progetto agonizzante sine die.

Ok le critiche, però il Pd sul piano dei temi ecologici è spesso contraddittorio. Non è che lo fate solo per andare addosso a Zaia?
No, basti pensare che sul referendum sulle trivellazioni abbiamo votato contro l’orientamento del governo nazionale che è a guida Pd sposando un alinea del tutto simile a quella della giunta regionale .

Però ci sono opere in project financing come la Nogara mare che sono chieste a gran voce da un pezzo veneto del Pd. Poi in passato il consigliere Alessandra Moretti ha espresso posizioni pressoché identiche a Zaia a favore della Spv. Addirittura nel week-end è stato il fondatore del Pd Walter Veltroni a dire che il partito ha perso l’anima ecologista. Il giorno dopo Repubblica, un quotidiano non certo ostile al suo partito, ha fatto un elenco interminabile di dossier rispetto ai quali il vostro partito ha voltato la faccia all’ambiente. Lei Zanoni sui temi ambientali ha sempre seguito la strada del rigore, ma il suo non è un cammino spesso in solitaria?
Le differenze di vedute in consiglio regionale, alle volte molto profonde, sono un dato oggettivo. Ci sono diverse sensibilità, nessuno lo nega. Però un passo alla volta cerchiamo di dare alle questione ambientale la collocazione che merita.

Può fare un esempio concreto?
Domani per esempio il Pd di Treviso e quello di Vicenza si riuniranno a Rosà per cercare una linea comune e coerente sulla Pedemontana veneta. Siamo fiduciosi di fare un buon lavoro.

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