Sindaci, non ingannate i gay

Da qualche tempo impazza la moda tra numerosi sindaci di trascrivere matrimoni fra persone dello stesso sesso facendoli passare come atti ufficiali dello Stato Civile. Così facendo, i pop sindaci gay friendly si accaparrano qualche simpatia in più, generano caos in ambito legislativo, ma – occorre dirlo forte e chiaro – prendono in giro i gay. Queste trascrizioni, infatti, alla luce delle leggi Costituzionali, hanno il valore dei miei appuntamenti trascritti in agenda. Cioè zero.

Anche nella mia città, Vicenza, il sindaco ha dato il via alla trascrizione dei matrimoni gay. Rosario e Christopher, sono la prima la coppia s-fortunata, che è caduta nella trappola della politica del fumo. E’ infatti sacrosanto che nel 2014 le unioni debbano essere registrate, tutelate e garantite nei diritti come dei doveri. E’ uno Stato da Medioevo quello che non lo permette, ma la trascrizione attualmente è un atto fuori legge. Allora perché illudere le felici coppie che salgono al cospetto del Comune se la legge non lo prevede? Spot elettorale, qualcuno risponderebbe.

Il dovere dei sindaci non dovrebbero essere quello di pensare alle buche, abbassare le tasse (record nelle città pro trascrizioni gay come Roma e Bologna) e provvedere alla manutenzione del territorio? (Genova registra nozze gay ma è totalmente sotto fango ed acqua, proprio mentre sto scrivendo). La risposta è ovvia ed è sì. Ognuno insomma dovrebbe fare il proprio lavoro. Anche a me piacerebbe molto il “diritto fai da te”, quello in cui liberamente decido io come e quando interpretare la legge. Ma se ci sono delle leggi vanno rispettate o modificate, di sicuro non vanno ignorate. Ci sono degli italiani che hanno una richiesta, vogliono trascrivere (ma per davvero) la propria unione, ma la Legge non lo consente e mostra un vuoto normativo che dev’essere colmato. L’urlo da condividere è quello del vuoto normativo, senza colmare un vuoto con un altro vuoto.

Ecco perché i sindaci non devono prendere in giro i gay. Ecco perché il ministro Alfano non può che annullare ciò che è già nullo. Ecco perché una Nazione non può vivere solo di urgenze ma deve imporsi di decidere e avere una visione, sia pur favole che contraria, in ogni ambito. Altrimenti poi accade che da domani anch’io trascrivo sulla mia agenda matrimoni, contratti e tasse ma saranno nulli. E allora il senso della politica e dell’arte di governare la società, dove finirà se siamo arrivati al “diritto fai da te?” Persino coronato dai sindaci? Si selfie chi può.

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