A 43 anni rivincita di Rebellin, ciclista redento

Una squalifica di due anni per doping, un argento olimpico ritirato, un’indagine per più di sei milioni di euro sottratti al fisco: il ciclista veronese Davide Rebellin ne ha passate tante durante la sua carriera agonistica, inaugurata nel lontano 1991 con la vittoria ai Giochi del Mediterraneo nella categoria ciclismo su strada. Nonostante questo, lo sportivo di San Bonifacio (Verona) si è sempre rialzato, o sarebbe meglio dire: è sempre tornato in sella. E anche domenica 12 ottobre, alla novantasettesima edizione del Giro dell’Emilia, è riuscito ad imporsi su atleti ben più giovani dei suoi 43 anni.

Questa vittoria si somma al nutrito palmares accumulato in più di venticinque anni di ciclismo. Il Giro dell’Emilia l’aveva già vinto nel 2006, qualche anno prima del suo più importante e prestigioso risultato: quell’argento ai giochi olimpici di Pechino del 2008, poi ritiratogli dal Comitato Olimpico Internazionale a causa del doping. Ma, come afferma in una lettera aperta sul suo sito, «grazie alle esperienze maturate in questo tormentato periodo, ho aperto gli occhi su cose che prima non vedevo. Ho pedalato come non mai, ma ho anche intrapreso una strada del tutto nuova, scorgendo la vita da una prospettiva inedita». E tre giorni fa, a 43 anni, ha anche dimostrato di poter continuare a vincere contando solo sulle sue capacità.

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