Grandi navi a Venezia, Schettino ospite d’onore

Venezia finalmente libera dalle grandi navi. Dal 2016 addio alle oltre 700 navi da crociera che la attraversano ogni anno, minando l’equilibrio fisico della città e l’equilibrio mentale di chi si vede sbucare dal nulla un centro commerciale galleggiante. Si fermasse almeno, potremmo comprarci un gelato senza lasciare la nonna in ostaggio alla cassa dei bar. Se tutto sappiamo sugli effetti negativi delle grandi navi per Venezia e i veneziani, solo ora abbiamo i risultati degli studi sui turisti. Alla vista delle navi alcuni giapponesi rivivono la cosiddetta “Sindrome Godzilla”, trauma da film catastrofico di cui non si avevano notizie dai lontani anni Settanta. Va peggio ai viaggiatori cecoslovacchi, che rivivono l’effetto tank russi nella Primavera di Praga, mentre i più scafati americani soffrono un fenomeno detto Spot shock: le grandi navi hanno lo stesso effetto delle pubblicità urlate, violente e splatter che interrompono a sorpresa le news (urlate, violente e splatter) della sera.

I soli a non soffrire effetti collaterali paiono essere i turisti italiani: metà è concentrata sulle meraviglie artistiche locali (“Varda che sporco che ghe xe qua!”, “Ammazza, che prezzi ahó!”, “Socmel, che mal ai pì!”) l’altra assuefatta a shock ben più volgari: gli spot che sbucano tra le news di Floris e, colpo basso estremo, la faccia di Floris che sbuca tra gli spot. Dopo anni di discussione, il Governo ha scelto la soluzione migliore: un nuovo gigantesco canale, da costruire con le stesse logiche del Mose. Già pronto il p.p.str. (progetto preliminare strategico) e il p.p.p.str. (prezzo per poveri stronzi) che parla di 115 milioni di euro precisi, però decuplicabili a piacere. «La scelta dei tempi è perfettamente azzeccata – ha spiegato il sottosegretario Graziano Delrio – i magistrati infatti ne avranno ancora per un paio d’anni con il Mose».

«Il canale – ha poi aggiunto alla meravigliata platea di giornalisti – sarà lungo 2,98 miglia nautiche e largo 0.06. Non ho la minima idea di cosa voglia dire ma so per certo che non ci capite nulla neanche voi; ma il tavolo è pieno di vino e tartine, quindi scateniamoci». Nel frattempo, le 1500 navi che passeranno nei prossimi due anni dovranno rispettare limiti precisi e rigorosi, per raggiungere i livelli d’eccellenza che ci chiede l’Europa: divieto di suonare il clacson dopo pranzo, spegnere il motore col semaforo rosso, niente sgasate e sgommate per salutare gli amici. Ma ad affascinare è soprattutto l’ultima novità, puramente estetica: per evitare l’effetto “palazzo di 14 piani” che rovina il meraviglioso panorama cittadino, le navi attraverseranno la città piegate con il celebre effetto inchino. Forse è meglio non dirvi chi sarà chiamato a tenere il timone.

Tags: , , ,

Leggi anche questo