Travaglio, non tornare da Santoro

Era ora. Ce ne ha messo di tempo, Marco Travaglio, per alzarsi e andarsene dall’arena privata di Michele Santoro. Rappresentava l’unico motivo d’interesse di “Servizio Pubblico”: ora si può, il giovedì sera, tranquillamente guardare altro (ammesso che si debba stare incollati alla tv, cosa che ormai riguarda una fascia di popolazione sempre più vecchia). Cosa ci stava a fare, lui giornalista con attributi e coerenza da rompiballe di origine controllata, assieme al doppelgänger di Vespa, l’Eterno Epurato sempre in video, il demagogo orfano di Berlusconi, imparziale al punto da venire eletto europarlamentare con l’Ulivo di Prodi nel 2004, questo proprio non l’abbiamo mai capito.

L’importante è che quello di ieri sera sia divorzio, non litigio temporaneo. Altrimenti si darebbe ragione a chi sospetta, da parte dell’abile Santoro, la mossa pubblicitaria per far parlare di sé e della sua trasmissione, ultimamente un po’ abbacchiata in questo periodo di crisi dei talk politici. Marco, non fare la porcata di tornare: da’ un bell’addio a “Michele chi?”.

Tags: ,

Leggi anche questo