«Grazie vigili, ora so che mio figlio si droga»

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Scoprire che il proprio figlio quindicenne si droga dalla polizia locale: questo è capitato qualche mese fa ad una coppia di Treviso. Uno di loro ha scritto una lettera al comando dei vigili, raccontando la propria esperienza e ringraziando gli agenti per la professionalità: «Io e mia moglie eravamo convinti che fosse a casa di un amico per studiare – racconta nella lettera – quando è arrivata la telefonata dal comando abbiamo pensato ad un incidente, ma il vigile ci ha assicurato dicendo: “Non preoccupatevi, vostro figlio sta bene ma dobbiamo contestare una violazione e abbiamo bisogno della vostra presenza”.  Arrivati ci accolgono gli agenti che in maniera pacata ci spiegano che nostro figlio era stato fermato in stazione con alcuni grammi di marijuana. Apriti cielo, noi eravamo convinti che non fumasse nemmeno le sigarette, figuriamoci se potevamo pensare facesse uso di droga».

Il genitore conclude con un forte assunzione di responsabilità: il dialogo col figlio è appena iniziato. «Ho notato che ultimamente i vigili di Treviso sono molto impegnati in questi controlli, pertanto, anche se di sponda politica opposta, mi sento in dovere di fare i complimenti al sindaco e al corpo dei vigili. Ritengo che controllare i giovani contro l’uso di droghe sia un servizio utilissimo, che permette a noi genitori di scoprire realtà nascoste dei nostri figli».

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