Colli Berici, lo scempio dell’Alta Via

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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviataci dal signor Alberto Frizziero, il quale l’aveva mandata alla Provincia di Vicenza senza ottenere mai risposta.

Mi chiamo Alberto Frizziero e sono un dottore in Conservazione dei Beni Ambientali. Scrivo per chiedere informazioni circa le singolari modalità d’intervento che stanno interessando svariate aree dei Colli Berici, ahimè interessate dal “nuovo” tracciato dell’Alta Via.

Abito a Barbarano Vicentino e sto osservando attonito il procedere di lavori tanto inutili quanto illogici. Diversi amici e conoscenti mi informano che tali lavori interessano l’intero areale berico. Faccio personale riferimento ai lavori forestali effettuati nei pressi della chiesa vecchia di San Giovanni in Monte e in prossimità del Monte Tondo, ma anche nelle zone limitrofe alla chiesa di San Donato in Monte (Villaga).

La prima azione contestabile è stata l’utilizzo di vernice spray color azzurro per mostrare la via da seguire a ruspe ed escavatori. La vernice è stata con grande intelligenza spruzzata ovunque su bianchi massi di calcare e dove non disponibili si è optato per il tronco di qualche pianta; Sono stati sprecati soldi gettando dello stabilizzato “a macchia di leopardo”, distruggendo ed allargando la sentieristica preesistente.

La messa a dimora dello stabilizzato non ha in alcuna maniera tenuto conto della dinamica idrogeologica dell’intorno, andando goffamente a riempire il fondo di vecchi scaranti (alias corsi d’acqua effimeri): come risultato, a circa una settimana dall’intervento e dopo nr.2 acquazzoni, si nota già – fortunatamente – il riaffioro del naturale piano roccioso.

Tutte le scoline sono state messe a dimora da persone senza esperienza, senza tener alcun conto e del rilievo e della pendenza. Di fatto alcune sono già piene di materiale detritico altre sono intatte perchè inutili.

La fase B sta prevedendo la piantumazione di centinaia di pali zincati – come quelli in uso per la segnaletica stradale – alti 2,5 mt, cementati a livello del terreno. Mi chiedo se altra tipologia di manufatti sia stata vagliata, magari più in linea con l’intorno boschivo. I pali zincati vengono tagliati sul posto e gli spezzoni risultanti vengono gettati in bosco.

La fase C ora sta prevedendo centinaia di metri di staccionate collocate in posizione bizzarra e senza un apparente motivazione. Tali staccionate sono ancora messe a dimora da incompetenti, che hanno ovviamente rinunciato alla vecchia ma sempre valida tecnica di annerire con il fuoco la parte del palo a contatto con la terra, questo per preservarne negli anni la struttura. Le staccionate vengono ancorate al suolo usando cemento, e dove in equilibrio precario, aggiungendo dell’altro cemento.

Mi domando se qualche dipendente della Provincia o della Guardia Forestale stia controllando tali lavori e se vengono ritenuti accettabili. Leggo che il comune capofila di tali vergognosi interventi è quello di Villaga, nella persona di un geometra. Mi chiedo a che titolo tale geometra stia operando e se ha piena consapevolezza di quanto sta succedendo a suo nome.

Ho lavorato per la valorizzazione delle risorse ambientali in svariate parti del mondo e noto con disgusto con quanta violenza e pressapochismo si stia operando nei Colli Berici. Sicuro della vostra più totale estraneità al modus operandi sopra descritto, confido in una risposta quanto più celere per individuare i responsabili di tali lavori.

In ogni modo segnalerò l’accaduto ai funzionari del Ministero per l’Ambiente con il quale ho più volte collaborato all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e del Parco Nazionale delle 5 Terre ed ovviamente ai commissari dell’ Environment Life Programme.

Alberto Frizziero

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