Pippo Zigliotto, amore finito per Matteo

Fra Pippo (Zigliotto) e Matteo (Renzi) la luna di miele è finita. Quell’innamoramento del numero uno di Confindustria Vicenza per il premier del Pd, così pieno di renziana positività («basta parlare di cose negative», aveva tuonato il primo all’assemblea congiunta coi veronesi il 16 giugno scorso), così ricolmo di speranza («la strada intrapresa dal governo va nella direzione giusta»), così irrorato di gagliardo entusiasmo («Si respira un’aria nuova e importante frutto anche, se vogliamo, delle elezioni», 30 maggio), così intriso di sognante fatalismo («abbiamo aspettative nei confronti del premier Renzi anche perché lo riteniamo l’ultima spiaggia. Va bene qualsiasi provvedimento che faccia ripartire la nostra economia», 13 marzo), ma anche così tentato dall’ottimismo («la ripresa passa attraverso un ottimismo che si comincia a respirare, c´è ora bisogno di spingerlo», 12 giugno), quell’amor ch’al cor gentil ratto s’apprende, s’è perduto nei meandri della manovra finanziaria.

Oggi sul quotidiano di proprietà dell’associazione, il Giornale di Vicenza, Zigliotto ha espresso tutta la sua delusione: «Difficile dare un giudizio su degli annunci perché questo sono per ora. Apprezzo la volontà di cambiamento, per carità, ma forse è troppo tardi per l’economia italiana. Perché questo è un paese che non ha più voglia di reagire, ha aspettato troppo tempo. E diventa inuitile parlare di assunzioni più facili se le imprese non hanno più voglia di assumere. Qui non c´è un vero mercato del lavoro. E se tu insisti solo sui contratti a tempo indeterminato il rischio è che non si assumerà nessuno. Chi sosterrà poi queste spese (del Tfr in busta paga, ndr)? E se la tassazione sarà quella normale che senso ha? I provvedimenti del governo hanno una loro logica, ma presi uno a uno non dicono nulla. Non dò giudizi finché non conosco i contenuti della legge. E se no facciamo come negli Usa: tutti i soldi in busta paga e il lavoratore decide cosa farne. In ogni caso il mondo delle imprese non può più aspettare solo annunci…». La bocciatura è netta: nemmeno l’insufficienza, il governo non è proprio “pervenuto”.

Se Matteo “mi-stai-diludendo” Renzi era l’ultima spiaggia, ora Zigliotto non ha più nulla e nessuno a cui aggrapparsi. Neppure al presidente di Confindustria Veneto, Roberto Zuccato, a cui invece la legge di stabilità by Renzi ha stabilizzato i sentimenti amorosi per il governo. Ah l’amor, ch’a nullo amato amar perdona…

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