Deputato croato: Galan ha corrotto 50 funzionari istriani

Una nuova accusa pende su Giancarlo Galan, e questa volta viene dall’estero. Il deputato del Parlamento croato Damir Kajin, fondatore del partito autonomista “Democratici Istriani” (da cui è stato espulso nel gennaio 2013) sostiene infatti che la concessione ottenuta dall’ex-governatore per lo sfruttamento della cava di Castelnuovo (Rakalj) fra il 2006 e il 2011 sarebbe frutto di una massiccia corruzione di funzionari del Comune di Marzana e della Regione istriana. Secondo Kajin una cinquantina fra funzionari locali e regionali avrebbe ricevuto una media di 2 milioni di euro a testa per “facilitare” l’ottenimento della concessione.

Dalla stessa Galan avrebbe ottenuto, grazie alla vendita della pietra estratta, circa 50 milioni di euro. Il deputato croato fornisce perfino dei numeri: «3.800 navi sono salpate da Castelnuovo alla volta della laguna ciascuna con un carico di 3mila tonnellate di pietra». L’accusa si fonda per ora sulle sole dichiarazioni di Kajin, tutte da dimostrare, e i legali dell’ex-presidente veneto hanno risposto alle accuse sostenendo che «l’on. Galan non è mai stato titolare nè diretto nè indiretto di cave di pietra in Istria, nè, tantomeno, ha ottenuto la concessione delle stesse attraverso pretese attività illecite, e si rivolgerà, quindi, all’Autorità giudiziaria per esperire tutte le azioni che riterrà opportuno a tutela della verità»

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