Sherwood, ora Bitonci invita al dialogo

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Dopo la minaccia dell’assessore Maurizio Saia di spostare il festival Sherwood dallo Stadio Euganeo alla zona industriale di Padova, arriva il tempo del dialogo. Gli organizzatori, provenienti dalla rete dei centri sociali del nord-est, avevano replicato lanciando l’hashtag #iostoconsherwoodfestival: «Il nostro festival è perfettamente in regola da ogni punto di vista e si svolge in totale sicurezza per le migliaia di persone che ogni sera lo frequentano. Un festival che ha sempre rivendicato la propria indipendenza, che non ha mai avuto nessun tipo di finanziamento, né pubblico né privato, che non è mai stato agevolato da nessuna amministrazione. Un festival che si basa sul lavoro volontario di centinaia di giovani padovani e non che collaborano gratuitamente per la sua riuscita. Un festival che paga il suolo pubblico che utilizza e che in questi anni ha garantito, a proprie spese, anche la manutenzione dell’area».

E’ poi arrivato il commento del sindaco Massimo Bitonci, che suona come un passo indietro rispetto alle dichiarazioni dell’assessore Saia: «La facoltà di organizzare un festival non è un diritto acquisito: fatto questo presupposto, il ruolo dell’Amministrazione non è quello di impedire lo svolgimento di una rassegna che attira numerosi giovani e famiglie, e può rappresentare un’opportunità per tutta la città. Lo Sherwood può rappresentare un momento di accrescimento artistico e culturale per tutti, ma non può prescindere dal rispetto che si deve ai residenti. Sediamoci a un tavolo e troviamo la soluzione, non escludiamo alcuna possibilità. Lo scontro non conviene a nessuno, soprattutto alle migliaia di persone che negli ultimi anni hanno partecipato a concerti e dibattiti e, auspicabilmente, lo faranno anche l’estate prossima».

 

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