«Campo Marzo vittima di Variati&C. E di concorrenza sleale»

Dopo due anni di gestione di Campo Marzo a Vicenza, che non è propriamente un posto facile, Nino Carpenedo de Il Fiero appare sollevato. E così in questa intervista si toglie parecchi sassolini da scarpe che ormai pesavano come macigni.

Dall’ottobre 2012 al 30 settembre scorso l’associazione che lei guida con Laura Pisoni ha avuto la responsabilità di organizzare manifestazioni, concerti e mercati per riqualificare Campo Marzo. Quali sono stati i problemi maggiori?
Anzitutto la concorrenza sleale di altre associazioni come il Tritone, che ha dato postazioni gratis in corso Fogazzaro l’anno scorso e quest’anno. Mentre i commercianti della via chiedevano che i mercatini non fossero messi davanti ai loro negozi. La nostra proposta era di concentrare i mercatini in Campo Marzo, che è la location ideale. E non – altro esempio – in Piazza dei Signori, dove nel mercatino di Natale 2013 c’erano bancarelle di basso livello, anche coi cinesi. La gente va già in centro per i negozi, se questi vengono oscurati si toglie loro ossigeno. Oppure, per dirne un’altra: a Pasqua c’erano le giostre in Campo Marzo, e contemporaneamente il mercato dell’antiquariato in Corso Fogazzaro.

Queste sovrapposizioni  dipenderanno anche dalle decisioni del Comune, immagino.
In due anni al Comune abbiamo pagato tasse per 55 mila euro, e come unico contributo abbiamo ricevuto 500 euro di contributo spese. E’ stato istituito un tavolo mensile con l’assessore Annamaria Cordova per il coordinamento, ma lei è, diciamo, poco predisposta alle relazioni. Invece di coordinare, si creano lotte. Non c’è spirito di cooperazione, credo per manie di protagonismo.

Accuseranno anche lei di esserne affetto, dopo questa intervista.
Il problema è che le promesse non sono state mantenute. E con promesse intendo il supporto economico e mediatico. Il Comune ha pubblicizzato l’Ultima Spiaggia (il chiosco estivo sul Bacchiglione a San Biagio, ndr), e per noi solo 2 post sul sito del Comune. Per non parlare del consigliere comunale delegato per Campo Marzo, Stefano Dal Pra, che alle manifestazioni non c’è mai stato.

Mi risulta abbia pubblicizzato non poco la succursale della biblioteca Bertoliana, però.
Sì, c’era quando c’erano i giornalisti.

Mi scusi, ma perché mai il Comune dovrebbe abbandonare Campo Marzo, come sostanzialmente lei mi sta dicendo?
Perché se andava bene, bene anche per loro. Se va male, invece, è solo colpa nostra. E non ce l’ho tanto con l’assessore Filippo Zanetti, il problema è proprio Dal Pra.

Non per difenderlo a tutti i costi, ma lui è delegato, a decidere sono il sindaco Variati e il vicesindaco Bulgarini.
Delegando lui, si sono sentiti liberi di non occuparsene. Nella loro lista, Campo Marzo è stato all’ultimo posto. Dal Pra non coordina nemmeno il tavolo fra i bar della zona. Ora il Comune farà il bando o no? Non si capisce. Abbiamo proposto a inizio estate un progetto, chiamiamolo per capirci “Vicenza golosa”, con il gastronauta Davide Paolini e con Federico Alberizzi, nome noto della gastronomia veneta. Padova vorrebbe portare più o meno la stessa idea a Palazzo della Ragione. Siamo in attesa.

Il Comune cosa dovrebbe fare per recuperare terreno?
Invece di dare contributi a singole iniziative sparse, dovrebbe darli dopo aver studiato un calendario. E dovrebbe metter fine all’anarchia. Invece, non sa dire dei no.

Sul fronte dei media la situazione è migliorata, dopo le vostre lamentele sul “terrorismo mediatico” legato ai fatti di sangue e cronaca nera?
Il problema è che se succede qualcosa, che so, in via Gorizia, si fanno i titoloni sempre su Campo Marzo.  I privati non vogliono mettere soldi perché temono il danno d’immagine.

La Questura i suoi sforzi li fa.
Quando c’è il presidio di polizia i problemi diminuiscono, non spariscono.

Almeno con la pioggia di quest’estate non se la prenderà, spero.
Quella è stata una sfiga oggettiva.

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