L’applauso che (non) cade a Fasiol

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Ieri il Corriere del Veneto ha pubblicato a pagina 2 un breve servizio in cui racconta delle lodi tessute a Giuseppe Fasiol da Luca Zaia e altri ieri ad Altivole, durante la inaugurazione di uno dei Cantieri della Spv. Il Corveneto parla di lungo applauso per Fasiol, responsabile dell’Ufficio Via della Regione al cui vertice era Renato Chisso. Fasiol, ancora indagato nell’ambito dell’affaire Mose, era stato addirittura agli arresti cautelari per poi essere rimesso in libertà. Il Corriere Veneto spiega che Fasiol non era tra i presenti all’inaugurazione. Ma allora quello ritratto in foto a conversare con l’assessore regionale al bilancio, il leghista Roberto Ciambetti, chi è? Fasiol ha un sosia? E se ha un sosia, a finire dentro è stato quest’ultimo o l’originale, braccio destro del commissario alla Spv Silvano Vernizzi?

Ovviamente l’ironia è solo un varco utile a tutti noi i giornalisti, compresi i bravi colleghi del Corriere Veneto che raccolgono storie inedite e le raccontano su un quotidiano che è punto di riferimento di qualità, per ricordare una cosa semplice semplice. Siccome è facile dire che in politica “son tutti uguali” senza fare nomi o cognomi, il dettaglio, specie in questi casi, fa la differenza. Nel caso dell’ingegnere Fasiol, innocente sino a quando non ci sarà una condanna definitiva, era corretto raccontare l’applauso tributato dai papaveri della Regione e dagli amministratori locali. Ma forse sarebbe stato ancor più utile solleticarne qualcuno sulla posizione di Fasiol, proprio in relazione al gigantesco malaffare portato alla luce dai magistrati in una amministrazione regionale che ai tempi di Giancarlo Galan vedeva Zaia non semplice attacchino militante del Carroccio, ma vicepresidente di giunta.

Il giudizio sul piano politico od etico deve per forza avere maglie più strette di quello penale, perché se passa il concetto che si deve far da parte solo chi è condannato o solo chi viene sconfitto nell’ambito di una competizione elettorale, allora quella che convenzionalmente si chiama democrazia viene svuotata di ogni valore, per essere un mero sistema procedurale per la conquista e gestione del potere.

Tags: , ,

Leggi anche questo