Sgarbi: «Non portate quel dipinto a Vicenza»

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Vittorio Sgarbi è stato il padrino d’eccezione della riapertura del Museo civico di Viterbo, che da tempo era chiuso per la ristrutturazione di alcune zone.  Durante la sua lezione Sgarbi si è detto contrario rispetto alla scelta del museo civico di inviare a Vicenza un dipinto di Sebastiano del Piombo per la mostra “Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh” in Basilica Palladiana dal 24 dicembre.

«Che senso ha riaprire e privarsi dell’opera principale? E’ assurdo – ha detto Sgarbi –  gli accordi fatti si possono rivedere e i loro quadri che danno in cambio se li tengano. Eventualmente si può portare a Expo 2015, questa sarebbe promozione per la città. Io Sebastiano non lo darei, chi ha appena aperto un museo non può privarlo della sua immagine più simbolica».

Lo scambio cui fa riferimento il critico d’arte prevede in cambio del dipinto di Sebastiano del Piombo l’invio da Vicenza di tre opere non esattamente insignificanti: le quattro età dell’uomo di Van Dyck, Erodiade con la testa del Battista di Francesco Cairo e l’Immacolata Concezione di Giambattista Tiepolo.

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