Ospedale Padova, Bitonci: «ricorso, pretese ridicole»

Sul “mancato” nuovo ospedale di Padova il 15 ottobre il privato, Finanza e progetti, ha depositato un ricorso al Tar contro la Regione Veneto, il Comune di Padova e l’azienda ospedaliera della città con una richiesta di risarcimento da capogiro: 156 milioni di euro, tra perdite di chance, fidejussioni e obblighi per la concessione.  Finanza e Progetti contesta in particolare le tre delibere della giunta regionale e della giunta comunale che tra agosto e settembre hanno sancito lo stop definitivo al progetto, osteggiato, sin dal giorno della sua elezione dal sindaco Massimo Bitonci.

«Mi sembrano pretese ridicole – commenta Bitonci -. Dalle cifre che leggo emerge chiaramente quale sarebbe stato l’utile per questa società se fosse passato il project, ben al di sopra i 150 milioni. Era una soluzione troppo sbilanciata a favore dei privati, ecco perché sono sempre stato contrario. Sinceramente, poi, non capisco su quali basi poggino il ricorso e la richiesta di risarcimento, considerato che la proposta di “Finanza e Progetti” non è stata ritenuta di pubblico interesse e non è stata bandita alcuna gara d’appalto. Non vorrei che dietro questo provvedimento ci fosse un altro fine, cioè quello di dire: “Anche se avete deciso di collocare l’ospedale da un’altra parte, noi siamo sempre qui a disposizione”».

Se la legge fissa in 90 giorni il termine entro il quale  l’ente pubblico deve dichiarare o meno il «pubblico interesse» a procedere, in questo caso sono passati quasi 3 anni (la proposta risale infatti al 30 marzo 2012). Inoltre la stessa Regione fece diverse richieste per il rinnovo delle fidejussioni aperte da Finanza e Progetti.  Su questi aspetti la Regione potrebbe incontrare qualche problema, anche se in laguna sono da sempre convinti che, se una responsabilità c’è, questa vada individuata nel Comune di Padova, che col suo veto urbanistico ha costretto Zaia a fare dietrofront.

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