Scomparsa a Monteviale: «ricerche inadeguate»

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Recentemente sono stato coinvolto nella ricerca di una persona cara, una donna scomparsa nelle colline vicentine, a Monteviale-Ignago, un mese fa. E’ stata un’esperienza che sento il dovere di raccontare, per contribuire a migliorare la gestione di fatti drammatici di questo tipo.

La prima osservazione riguarda il tempestivo avvio delle ricerche che hanno impegnato ingenti mezzi e cospicue risorse umane coordinate dai responsabili dei Vigili del Fuoco. Il grande impegno profuso per giorni nelle azioni di rastrellamento, tuttavia, non ha dato purtroppo alcun risultato positivo.

Non non vi è stato, a mio modo di vedere,  altrettanto impegno nell’utilizzo di altri strumenti tecnologici: per esempio l’attivazione tardiva di ricerche tramite l’individuazione del cellulare. Inoltre non c’è stato neppure un sufficiente coinvolgimento dei media (social network compresi) così come per azioni di investigazione, di utilizzo di “sensitivi” e di ogni altro strumento utile allo scopo.

Ho avuto la sensazione insomma che la gestione dell’evento sia stata affrontata in modo inadeguato. Mi aspettavo cioè di vedere una regìa con competenze più ampie, in grado di intervenire con un procedura codificata e capace di coordinare tutti gli attori presenti, compresi i “volenterosi” privi di esperienza.

Il mio appello è quindi rivolto alle istituzioni competenti (Prefettura?) affinché vengano aggiornati gli standard di ricerca con l’obiettivo di accrescere il numero di ritrovamenti e con lo scopo – secondario ma non irrilevante –  di dare maggiore  gratificazione morale a tutte le risorse umane interessate, tra cui i cittadini, come il sottoscritto, coinvolti casualmente. Tutto questo per non archiviare gli avvenimenti con eccessiva facilità come spesso avviene.

L’esempio più eclatante sono le alluvioni: accadono, ci si stupisce che accadano, e poi si ripetono.

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