Bce promuove le popolari venete. BpVi in zona cesarini

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L’occhio attento della Banca Centrale Europea ha preso in considerazione anche tre banche venete durante gli “stress test”, gli esami sullo stato di salute del sistema bancario continentale. Tali verifiche servono a simulare le condizioni di tenuta dei grandi istituti finanziari in caso di uno stato di crisi economica particolarmente profonda, così da aumentare la fiducia dei mercati verso gli stessi. In caso di bocciatura le banche sono tenute ad aumentare il proprio patrimonio.

Fra i 151 gruppi bancari di zona euro sono stati quindi esaminati i bilanci al 31 dicembre 2013 del Banco Popolare (Verona), di Veneto Banca (Montebelluna) e della Banca Popolare di Vicenza. Per i primi due istituti il test è stato superato senza ulteriori note, mentre per il terzo sono servite le operazioni di rafforzamento patrimoniale compiute nel 2014 e computate dalla Banca d’Italia per evitare il richiamo della Bce (la “promozione” è stata però completa anche in quest’ultimo caso).

Per il presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin si aprono ora «nuove sfide, in un mercato sempre più allargato. Questo risultato ci rende particolarmente orgogliosi, confermando la solidità della banca che è andata sempre più rafforzandosi negli ultimi anni». Soddisfazione anche dal suo omologo in Veneto Banca, Francesco Favotto: «I risultati resi noti oggi dalle autorità comunitarie e nazionali sono la dimostrazione che il nostro istituto è una realtà solida e reattiva e che sarà protagonista in Europa, così come lo è sempre stato in Italia».

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