Bce: Veneto Banca meglio di Bpvi. Ma sarà nuovo “stress”

E’ passato solo un giorno dalla pubblicazione degli esiti degli “stress test” della Bce sui maggiori istituti bancari italiani e il mondo della finanza cerca di tranquillizzare i risparmiatori sui loro esiti. «Credo che i risultati siano nel complesso rassicuranti e per noi non inattesi» ha commentato il vice direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta. E mentre le due banche “bocciate” dallo sguardo severo della Bce (Monte dei Paschi e Carige) affondano in Borsa, per le venete è tempo di fare i conti.

Dietro la soddisfazione della dirigenza di Banco Popolare, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza si celano infatti tre diversi risultati. Mentre il primo istituto è stato promosso a pieni voti grazie al miliardo di eccedenza di capitale, gli ultimi due sono riusciti a salvarsi solo grazie alle ricapitalizzazioni avvenute durante il 2014: se la Bce si fosse fermata a prendere in analisi i soli bilanci al 31 dicembre 2013, i due istituti veneti avrebbero “sforato” i parametri di tenuta e sarebbe stati quindi costretti a ripatrimonializzarsi entro poche settimane.

Tra sei mesi le “promosse con riserva” subiranno quindi una nuova analisi da parte dell’istituto centrare europeo, per verificare che siano effettivamente pronte ad affrontare una grave crisi economica. Veneto Banca è riuscita a passare gli “stress test” smentendo l’indice di scenario avverso, e perciò può dirsi a ragion veduta soddisfatta. La vicentina BpVi, invece, taglia il traguardo grazie al bond da 253 milioni deciso in extremis sabato dal cda. Solo l’istituto di via Battaglione Framarin è fra le banche venete che, secondo Bankitalia, sono in predicato per un ulteriore aumento di capitale.

 

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