Confartigianato, veneti contro Renzi: «annuncite acuta»

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Torna in campo negativo di 40 ditte il saldo tra le imprese artigiane nate e quelle chiuse nel terzo trimestre del 2014 in Veneto. Dopo il timido segnale positivo fatto registrare tra aprile e giugno (+0,1% per 138 aziende in più), questo nuovo calo dato da 1.660 iscrizioni e 1.700 cessazioni, porta il saldo dei primi nove mesi dell’anno a 1.158 ed il patrimonio di attività artigianali regionali a 134.581. «L’artigianato è in stand-by – commenta Giuseppe Sbalchiero Presidente regionale di Confartigianato -. Non solo perché di fatto il suo valore è rimasto invariato, in questi ultimi tre mesi, ma soprattutto perché è calata sensibilmente la dinamicità al suo interno».

Sbalchiero commenta poi l’azione governativa: «Stanno “uccidendo” la voglia di fare impresa in questo Paese – conclude Sbalchiero – e c’è un unico indiziato: il Governo. Ad esempio la recente Legge di Stabilità conteneva diversi spunti ed indicazioni importanti per noi imprenditori sia in tema di lavoro che in tema fiscale e degli incentivi. Ma nessuno è in grado di capire, dopo solo pochi giorni dal Consiglio dei Ministri, cosa realmente verrà realizzato e cosa accantonato. L’incertezza è il male da combattere e l’annuncite acuta di cui sembra soffrire questo Governo non aiuta».

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