Rischio Ebola a Vicenza, l’Italia subisce ancora

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Ma perchè gli 11 soldati statunitensi (e altri 30 in arrivo) in quarantena per aver operato nell’Africa colpita dal virus Ebola, sono finiti proprio a Vicenza? Semplice: perchè nella caserma Ederle nel capoluogo berico ha sede la componente terrestre (Usaraf) dell’Africom, il comando Usa dello scacchiere africano. Questo, direte voi, si sapeva. Ed era prevedibile che il povero Achille Variati, sindaco e capo provincia Pd di Vicenza, si sia affrettato a rassicurare i vicentini sul fatto – così almeno gli hanno riferito gli Americani – che i militari sotto osservazione sono tutti sani. E’ responsabile della salute dei suoi concittadini e se, Dio non voglia, succedesse l’irreparabile, sarebbe una tragedia non solo umana, ma anche politica.

Ecco, appunto, la politica. Dov’è finita? Ad eccezione di un’interrogazione consiliare di una parte dell’opposizione di centrodestra, e mettiamoci pure qualche voce dell’associazionismo (sempre di destra: e la sinistra, e chi ha conservato un po’ di pratico buonsenso?), nessuno ha levato una voce sulla questione. Si badi: l’allarmismo sanitario è una cancrena deleteria per la vita civile quanto un bacillo. Ma non è questo il punto. Lo è chiedersi che senso ha per l’Italia ospitare questi generosi combattenti di uno Stato alleato che compiono azioni a cui magari, come in questo caso, il nostro Stato non partecipa. Ché poi tutta questa generosità sia dovuta alla suddivisione del pianeta in quadranti operativi,  fatta dagli Stati Uniti per difendere la propria precaria egemonia mondiale, sarebbe la questione a monte. Ma stiamo sul pezzo: perché dobbiamo sobbarcarci le conseguenze e i relativi rischi delle decisioni di Washington?

Per senso umanitario? Allora, se gli italiani sono così umani buoni e pronti a dare un braccio per gli africani, facciamo come gli alleati d’oltre Atlantico: mandiamo anche noi le nostre truppe. Così potremmo essere fieri di sbattere in isolamento anche i nostri, e senza neppure vergognarci perché sotto l’umanitarismo noi non abbiamo interessi imperiali nel Continente Nero: dell’Impero, noi siamo solo una provincia.

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