Generale Usa in quarantena: «non siamo untori»

Darryl Williams, comandante dell’Us Army Africa e della Setaf (Southern European Task Force) ha risposto in teleconferenza alle domande di alcuni cronisti. «La scelta di farci rientrare a Vicenza è stata dei vertici militari americani, noi abbiamo obbedito a degli ordini. Le precauzioni che sono state prese al nostro rientro – ha sottolineato – sono state decise per rassicurare i nostri connazionali, il personale della base, i vicentini e l’intera Italia: questo è un controllo supplementare. Quando siamo giunti in Liberia – ha raccontato – abbiamo dato il cambio ad un contingente cinese in quella che è una grande operazione umanitaria, e vede impiegati oltre mille militari di varie nazionalità».

Il generale, attualmente l’ufficiale statunitense di più alto grado presente in Italia, ha concluso sottolineando come «i militari che sono i Liberia non vadano assolutamente additati come portatori di malattia, ma come operatori e professionisti nell’ambito di una grande operazione per la salute mondiale. Il nostro compito è stato nella logistica ed infrastrutture, per la costruzione di cliniche per esami mobili senza entrare in contatto con malati né con i sanitari; in tutto ne stiamo costruendo una dozzina».

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